Bufera per una risoluzione Onu, Israele sospende rapporti con Unesco

Bufera per una risoluzione Onu, Israele sospende rapporti con Unesco

Molti Paesi europei si sono astenuti, mentre gli Stati Uniti deplorano quello che definiscono "un provvedimento politicizzato, che non fa nulla per produrre risultati costruttivi". Il ministro dell'Educazione Naftali Bennett ha inviato una lettera alla stessa Bokova, accusando l'organizzazione di "fornire supporto al terrorismo" e annunciando la sospensione, da subito, di "tutte le operazioni con l'Unesco". "Negare i legami ebraici con il Monte del Tempio - ha denunciato - è come negare quelli della Cina con la Grande Muraglia o quegli degli egiziani con le Piramidi".

La Risoluzione. Presentata dai Palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan - è stata approvata da 24 paesi, respinta da 6 (Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda). E ancora: "Non ci saranno incontri con i suoi rappresentanti" e "non parteciperemo alla conferenze internazionali", ha avvertito il ministro.

Per quanto riguarda il Muro del Pianto, i media hanno sostenuto che nella bozza di risoluzione è menzionato con questo nome solo due volte, mentre per il resto si usa la definizione araba di Buraq Plaza.

Oggi Bokova ha preso una netta presa di posizione: "La Moschea di Al-Aqsa, o Al-Haram al-Sharif, il sacro santuario dei musulmani - ha precisato il direttore dell'Unesco in un comunicato - è anche Har HaBayat, il Tempio del Monte, e il Muro occidentale del Tempio (Muro del Pianto), il luogo più sacro per l'ebraismo". "Il teatro dell'assurdo continua all'Onu", ha aggiunto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

È una decisione anti storica se non altro perché il fatto che in quel luogo vi fosse il Tempio distrutto dai romani di Tito non è contestato ne è contestabile da nessuno. Anche l'Italia si è astenuta. Il paragrafo della discordia era stato rimosso in dopo l'intervento della direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, che in una nota aveva invitato il comitato a "non infiammare ulteriormente la situazione sul campo".

"Il patrimonio di Gerusalemme è indivisibile, e ciascuna delle sue comunità ha il diritto all'esplicito riconoscimento della sua storia e relazione con la città". Secondo la Bokova, "negare, nascondere o voler cancellare una o l'altra delle tradizioni ebraica, cristiana o musulmana significa mettere in pericolo l'integrità del sito, contro i motivi che giustificarono la sua iscrizione nella lista del patrimonio mondiale" dell'Unesco. Si sostiene che il Monte del Tempio sia sacro solo per i musulmani senza menzionare che è santo anche per gli ebrei.