BPM-Banco Popolare, i sindacati del credito dicono sì alla fusione

BPM-Banco Popolare, i sindacati del credito dicono sì alla fusione

Una decisione unanime che non lascia alcuna incertezza sul caso quella ribadita nel corso della conferenza stampa tenuta dai segretari generali di Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca, Unisin e Sinfub.

"Tutti i sindacati nazionali sostengono unitariamente la fusione senza se e senza ma nell'attuale scenario, che vede una parte del sistema bancario nella tempesta siamo di fronte alla prima operazione di politica industriale vera, una fusione che è utile al Paese, perchè è un segnale che dalle difficoltà si può uscire e che il sistema bancario ce la può fare, ed è utile ai lavoratori, perchè tutela l'occupazione e rafforza il welfare". La fusione assicura non solo la "stabilità dei lavoratori, della clientela e della banca" ma anche "la stabilità del settore bancario, in un periodo molto delicato perché ci sono i problemi sulle banche venete, sulle quattro good bank e su MPS", ha rilanciato Lando Sileoni della Fabi. Nel dettaglio, i vertici sindacali hanno spiegato che 'il 90% dei dipendenti ha ritirato il biglietto' e l'aspettativa e' che 'il 90% di loro partecipera' all'assemblea'. Un'affluenza che, in linea teorica, lascerebbe presagire una vittoria del Sì in assemblea.

Si svolge mercoledì 12 ottobre a Milano la conferenza stampa dei sindacati bancari a sostegno della fusione tra Bpm e Banco Popolare. I soci pensionati sono stati dunque accusati di essere "irresponsabili e di giocare con la pelle degli altri". Sileoni si e' quindi rivolto direttamente al presidente del consiglio di sorveglianza di Bpm, Nicola Rossi, che 'dovra' comportarsi da super partes e non prestarsi a iniziative strane'. Attualmente Banco Popolare sta ponendo in essere la performance migliore tra le blue chip del Ftse Mib, guadagnando il 6,23% a 2,522 euro.