Bovalino: arrestato il boss latitante Antonio Pelle, nascondiglio in casa

Bovalino: arrestato il boss latitante Antonio Pelle, nascondiglio in casa

Il criminale era ricercato dal 2011, quando fuggì dall'ospedale di Locri, e deve scontare una condanna a 20 anni di reclusione.

Il nome di Pelle inserito nell'elenco de 100 latitanti piu' pericolosi del ministero dell'Interno.

L'intercapedine era realizzata tra la stanza da letto ed il bagno. L'uomo è stato arrestato dalla squadra mobile di Reggio Calabria quest'oggi dopo la longeva latitanza. A rivelarlo, all'epoca della fuga, era stato l'allora procuratore aggiunto Nicola Gratteri, che aveva svelato che "durante il periodo di detenzione, grazie ad alcune intercettazioni ambientali, eravamo riusciti a capire che Pelle, forse con complicità all'interno del carcere, era riuscito ad avere dei medicinali dimagranti". Un nascondiglio realizzato con estrema cura, tanto che la polizia ha impiegato diverse ore per individuarlo. Fu arrestato il 16 ottobre 2008 dalla Squadra mobile in un bunker sotterraneo ad Ardore Marina. Detta strage si inquadra nel più ampio contesto della faida che, ormai dal 1991, insanguina San Luca e che ha visto contrapporsi le cosche VOTTARI "Frunzu", PELLE "Vancheddu", ROMEO "Stacchi" da un lato, e STRANGIO "Janchi" e MRTA "Versu", dall'altro. Secondo gli investigatori è lui il capo dello schieramento che ha portato, a Natale del 2007, all'omicidio di Maria Strangio, che ha poi suscitato la reazione delle cosche avversarie, culminata con la strage di Duisburg. Dagli atti dell'inchiesta su quei fatti è emerso che una delle vittime di Ferragosto, Marco Marmo, si era recato in Germania per procurare un furgone blindato ed un fucile di precisione che gli erano stati chiesti dalla "mamma", il nomignolo col quale gli affiliati indicavano Pelle.