Banco popolare, ok assemblea a progetto fusione con Bpm a grande maggioranza

Banco popolare, ok assemblea a progetto fusione con Bpm a grande maggioranza

Lo ha sottolineato l'ad di Banco Popolare di Verona, Pier Francesco Saviotti, che ha illustrato il progetto di fusione fra Banco Popolare e Bpm, nel corso dell'assemblea straordinaria in cui i soci dovranno esprimere il loro voto. Alla conferenza stampa parteciperanno i segretari generali delle cinque organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore del credito: Fisac Cgil (Agostino Megale), Fabi (Lando Maria Sileoni), First Cisl (Giulio Romani), Uilca Uil (Massimo Masi) e Unisin (Emilio Contrasto).

BPM e Banco se tutto l'iter dovesse andare a buon fine potrebbe trovarsi a dover effettuare la fusione, già entro la fine di quest'anno: non si tratterebbe però di qualcosa di negativo secondo i vertici, ma piuttosto di un nuovo inizio non solo per BPM ma pure per Banco Popolare. Il presidente del consiglio di sorveglianza di Bpm, Nicola Rossi, espressione del fronte del noha invitato i soci a considerare con "attenzione" quelli che sono "i principali fattori di rischio dell'operazione che possono condizionare l'attività della capogruppo, relativi sia alla fusione che al soggetto aggregante", attraverso un'attenta lettura della documentazione assembleare. La nuova società per azioni denominata "Banco Bpm Società per Azioni" servirà oltre 4 milioni di clienti con oltre 25 mila dipendenti: in particolare godrà di una posizione di leadership nel nord Italia, nelle regioni tra le più ricche del Paese quali la Lombardia (prima con quota di mercato superiore al 15% circa), il Veneto (col 9% circa) e il Piemonte (con una quota di mercato superiore al 12% circa). Un'affluenza che, in linea teorica, lascerebbe presagire una vittoria del Sì in assemblea. E c'è anche chi tradisce. Molto bene anche il titolo Bpm che sale dell'1,84% a 0,4217 euro.