Almaviva, confermati i trasferimenti: 400 operatori andranno in Calabria

Almaviva, confermati i trasferimenti: 400 operatori andranno in Calabria

Palermo. Almaviva Contact ha i conti in rosso e annuncia la chiusura, mentre per gli operatori della sede di Palermo, è previsto il trasferimento di quasi 400 unità in Calabria, a causa della dismissione da dicembre di una commessa Enel. La richiesta è quella di "ridare dignità ai circa 80 mila lavoratori dei call center, che ogni giorno, con professionalità e col sorriso sulle labbra, forniscono ai cittadini italiani assistenza di tipo amministrativo, tecnico e commerciale per conto delle maggiori aziende fornitrici di servizi del Paese, a cominciare dai lavoratori di Almaviva".

Un futuro tutto da decifrare quello del call center Almaviva che - almeno per il momento - resta a Palermo, ma chiude le sedi di Roma (con 1666 esuberi) e Napoli (con 845 esuberi) per un totale di poco più di 2500 posti andati in fumo. Sull'incontro c'è il massimo riserbo. La decisione è stata presa all'interno di un nuovo piano di riorganizzazione aziendale. L'accordo arriva a soli 4 mesi dall'intesa firmata con il governo, al Ministero dello Sviluppo Economico che prevedeva l'utilizzo del contratto di solidarietà fino a novembre per evitare il licemnziamento di 3000 persone. A pronunciarsi è stato anche il viceministro allo Sviluppo, Teresa Bellanova che ha parlato di un ricatto: "Si lascino da parte inutili e dannosi atti ricattatori - ha dichiarato - e si ritorni al buon senso e alla responsabilità con cui invece tutte le parti devono lavorare per una soluzione condivisa e non traumatica".

La crisi dell'azienda annunciata oggi e inaspettata pone nuovamente le carte sul tavolo spiazzando sindacati e governo. Sulle dichiarazioni di Almaviva Contact si sono pronunciati anche i sindacati: per la Slc Cgil "le motivazioni addotte dall'azienda sono pretestuose e strumentali, nei confronti delle organizzazioni sindacali e del Governo".

Negli ultimi giorni, inoltre, l'azienda aveva tenuto incontri a Palermo con i sindacati sui trasferimenti collettivi di personale dal capoluogo siciliano Palermo a Rende, in Calabria, trasferimenti considerati dai sindacati come dei "licenziamenti mascherati".