Allarme sushi: boom di malori e ricoveri a Milano

Allarme sushi: boom di malori e ricoveri a Milano

Sempre più persone finiscono in ospedale con la sindrome sgombroide.

'Il sempre maggior consumo di pesce (ecco i rischi a cui si va incontro), crudo soprattutto, espone a rischi alimentari che un tempo erano marginali. Immediatamente è stato attivato il controllo del locale da parte dei Carabinieri del Nas, i quali hanno riscontrato diverse irregolarità nella pratiche di conservazione del tonno e pesci similari. La sindrome colpisce chi mangia tonno o pesce azzurro mal conservato. Nei casi più gravi può addirittura produrre un rigonfiamento della glottide a causa di un edema, cosa che può provocare soffocamento.

L'ultimo caso finito in procura è quello di quattro medici rimasti intossicati lo scorso 29 settembre dopo avere mangiato tonno in un ristorante di via Marostica. Se il pesce appare fresco, mentre invece è stato conservato male, magari perché non è stata mantenuta la catena del freddo, si può sviluppare una concentrazione elevata di istamina, producendo quella che in linguaggio tecnico si chiama sindrome da sgombroide. Per le donne incinte, che non possono prendere il cortisone, si sconsiglia comunque di consumare pesce crudo o poco scottato. Alcuni ristoranti, come certi 'all you can eat' sono a rischio perche' acquistano merce che ha prezzo inferiore la cui provenienza non e' chiarissima. Ma, dal gennaio al 31 agosto di quest'anno, i casi di intossicazione da sushi sono già stati 38. "I casi di sindrome sgombroide si moltiplicano, con rischi seri per soggetti particolarmente sensibili". Altri sono corretti: "risparmiano offrendo solo tre tipi di pesce anziche' trenta". In ogni caso, da quando i casi sono così diffusi, abbiamo aumentato il numero dei controlli e li abbiamo resi più efficaci', ha spiegato Claudio Monaci, direttore del dipartimento veterinario di Milano nell'ambito dell'Ats.

Il Nas è in contatto con il Pronto Soccorso per ricevere le segnalazioni e fare indagini non solo nei ristoranti segnalati ma anche nei mercati di pesce. Il pericolo per il nostro organismo risiederebbe nei batteri cosidetti istaminogeni, ovvero quei germi presenti in pesci come sgombri, tonni, aringhe o sardine in grado di trasformare l'amminoacido istidina in istamina. "In particolare, per i carichi che arrivano dal Pacifico".