Aleppo, più di 100.000 bambini bevono acqua non sicura

Aleppo, più di 100.000 bambini bevono acqua non sicura

Almeno 96 i morti, tra cui anche bambini sono stati uccisi, e 223 sono i feriti. "Non ci sono parole per descrivere le sofferenze che stanno vivendo", dichiara Justin Forsyth vicedirettore generale dell'Unicef. Una situazione tragica che si va ad aggiungere a un sistema sanitario ormai al collasso: solo 30 i medici e poche le attrezzature a disposizione. Citato dall'Unicef, un medico ha detto che "i piccoli con basse probabilità di sopravvivenza sono spesso lasciati morire a causa di forniture mediche limitate". "Niente può giustificare un tale violenza sui bambini - ha raccontato - e una tale non curanza del valore della vita umana. La sofferenza, e il suo impatto sui bambini, è sicuramente la cosa peggiore che abbiamo visto", conclude in una nota l'Unicef. È un calvario disumano che dura da 6 anni, dove sono morti bambini innocenti nell'indifferenza mondiale.

"Ringrazio le istanze internazionali, in particolare le Nazioni Unite, per il lavoro di sostegno e di mediazione presso i diversi Governi, affinché si concordi la fine del conflitto e si ponga finalmente al primo posto il bene delle popolazioni inermi". Lo afferma l'Unicef, che ricorda come cinque giorni fa gli intensi attacchi aerei del regime hanno danneggiato le stazioni di pompaggio dell'acqua che fornivano acqua pulita a 250.000 persone nella parte orientale della città.

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L'Onu. I bombardamenti in corso in Siria rendono "difficile" la possibilità di una imminente ripresa dei colloqui per una soluzione della crisi nel Paese. A "nuove idee sul piano del negoziato politico" sta lavorando anche la diplomazia europea guidata dall'Alto Rappresentante, Federica Mogherini, che al momento però non vuole anticipare nulla. Non c'è acqua nè cibo dopo, in seguito agli ultimi bombardamenti, sono stati sospesi gli arrivi di aiuti umanitari. Da quando è terminata la tregua il 22 settembre scorso, i civili uccisi in tutto il Paese sono stati 320, ha sottolineato Stephen ÒBrien, il capo delle operazioni umanitarie dell'Onu, parlando in videoconferenza al Consiglio di Sicurezza. "Questa - ha aggiunto Peskov - è la cosa più importante, cioè che la lotta contro i terroristi continua".