Vicenza: sospeso il medico che denunciò le gare di flebo degli infermieri

Vicenza: sospeso il medico che denunciò le gare di flebo degli infermieri

A pagare è stato soltanto lui: lasciato a casa senza stipendio per dieci giorni, fino al 2 ottobre e poi invitato a smaltire tutte le ferie arretrate per avviarsi alla pensione.

VICENZA Il caso dell'ipotetica gara degli aghi al Pronto Soccorso di Vicenza - una conversazione via Whatsapp fra infermieri e medici che ironizzavano sull'infilare aghi sbagliati e provocare dolore ai pazienti - si trascina ormai quasi da un anno. Il medico diventa l'imputato, anche a causa dell'antipatia che da tempo suscitava il suo comportamento integerrimo e la sua scarsa propensione al compromesso, mentre gli infermieri vengono trasferiti in altri reparti, per sedare lo scandalo.

Affidereste la vostra vita a un medico vicentino che da decenni si dedica come volontario all'Africa o a un sindacato di infermieri buontemponi che si sfidano in una chat su chi infila gli aghi e le cannule più grossi nelle vene dei ricoverati? L'unica misura punitiva grava proprio sul primario, che da accusatore si ritrova accusato. Dal quale si evince che non è proprio un dottorino di provincia raccomandato e fannullone, ma un medico che crede fermamente nella professione che ha scelto anni or sono. Si parla del diametro delle cannule per infusione venosa: grigio quella più sottile, arancio quella del diametro maggiore, e quindi potenzialmente più dolorosa per il paziente. Gli eventi sono stati realizzati a seguito di una strategia che testimonia l'intenzionalità dei comportamenti a danno del paziente', aveva dichiarato. La sua colpa è quella di avere firmato un rapporto che prendeva troppo sul serio quello scherzo.

Il primario non era particolarmente amato: è persino emerso che la chat, di cui facevano parte circa 60 tra medici e infermieri, era intitolata 'Gli amici di Maria', proprio in riferimento sarcastico al secondo nome di Riboni.

Eppure, le misure punitive prese contro i "giocatori" sono lievi, trattandosi solo di un richiamo e un trasferimento di dipartimento. Per arrivare perfino alla proposta di un altro: "Si fa anche un tabellone con il punteggio".

In parallelo, crescono le polemiche sindacali contro il medico. Un uomo di carattere, diceva Jules Renard, "non ha un buon carattere". Sospeso dal ruolo e dallo stipendio, come dicevamo, per dieci giorni. No. Infatti Andrea Bottega, il segretario di Nursind, si è precipitato a sentenziare: "La vicenda era inventata e la gara mai avvenuta, ora è dimostrato. I fatti si basavano su dichiarazioni false". "Adesso chi pagherà i danni di immagine al Pronto Soccorso all'ospedale San Bortolo e all'intera città?" riporta il Corriere. Dice tutto il procedimento disciplinare contro un infermiere, dove l'immonda gara smascherata viene liquidata come "uno sviamento dall'attività istituzionale e un uso improprio del telefono cellulare personale, che in costanza di servizio dovrebbe essere utilizzato solo per le emergenze e non per attività di svago, come lo scambio in una chat privata di messaggi e di immagini dal contenuto futile, di dubbio gusto e lesivo della dignità dei pazienti".