Vertice Juncker-Merkel-Hollande il 28, senza Renzi

Vertice Juncker-Merkel-Hollande il 28, senza Renzi

Matteo Renzi non si mostra impressionato dall'annuncio del vertice a tre per mercoledì prossimo a Berlino: ospiti di Angela Merkel saranno il presidente francese Francois Hollande e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. Del resto il confronto tra la crescita americana, che non ha conosciuto l'austerity, e quella europea parla chiaro. Ai tempi del suo ultimo governo al Cavaliere sull'Europa fu rimproverato di tutto, si disse che era inadeguato perché faceva il simpatico nelle foto-opportunity, finché arrivarono i risolini franco-tedeschi usati strumentalmente dai media e dalla opposizione in Italia per disarcionarlo. "Il problema e' la mancanza di strategia dopo la Brexit", critica i vertici del Vecchio Continente, "Se noi considerassimo la Brexit come un problema burocratico non riusciremmo a capire il messaggio che arriva dal popolo britannico".

Per questo la Merkel cerca di spegnere l'incendio derubricando l'incontro di mercoledì a pura routine, ma stavolta non ha dimostrato equilibrio e saggezza. Bruxelles e Berlino ridimensionano la portata dell'incontro, il premier italiano tiene il punto: "L'Italia non avrebbe mai accettato di essere compartecipe di un disegno al ribasso, di vivacchiare, l'Italia non potrà mai accettare che la Ue sia solo un luogo di burocrazia", ha dichiarato Matteo Renzi. "Gli imprenditori fanno parte dell'European Round Table of Industrialists - ha precisato Seibert - nell'incontro si discuterà di innovazione e competitività in Europa e della sfida della digitalizzazione in tutti i settori dell'economia". Ma che negli ultimi giorni, per opinioni pubbliche e interessi diversi, sono spinti a imboccare strade opposte. Ho grande rispetto per Merkel e Hollande ma non possiamo perdere l'occasione. "Carpe Diem", ha detto poi il premier nell'intervista senza aggiungere altro sull'argomento. Ma tornando su quel 'cambiamento', quel cambio di passo che da sempre chiede all'Europa. "Obama - ha ribadito - è un esempio per molte ragioni, per la qualità della sua azione politica e per la sua visione". Non sembra che ci sia riuscito, anzi i principali leader europei e comunitari lo trattano come un ragazzino viziato dal quale si deve diffidare. Un mancato invito che giunge poco dopo la battuta con cui il presidente della Commissione Ue aveva ricordato a Roma di averle gia' concesso, in termini di flessibilita', la bellezza di 19 miliardi. Proprio un bel risultato.