Usura, Imperia nona nella top ten delle provincie a rischio

Usura, Imperia nona nella top ten delle provincie a rischio

Per quanto riguarda le famiglie, sono state considerate le rilevazioni dello stesso Eurispes, dalle quali risulta che negli ultimi due anni circa il 12% (su 24,6 milioni di famiglie italiane) si è rivolto a soggetti privati (non parenti o amici) per ottenere un prestito, non potendolo ottenere dal sistema bancario. Nel 2015 le famiglie hanno preso prestiti usurari per complessivi 30 miliardi, ben 66 miliardi tra interessi e capitale restituiti.

"Oggi - dichiara il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara - sappiamo che la figura dell'usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma è presente anche tra gli "insospettabili": negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l'indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficoltà di accesso al credito bancario".

L'InPUT (Indice di Permeabilità dell'Usura nei Territori) realizzato dall'Eurispes è costruito dall'incrocio di 23 variabili socio-economiche per rappresentare la permeabilità o la vulnerabilità di una data provincia rispetto al fenomeno usura, in considerazione delle caratteristiche intrinseche alla provincia stessa e quindi sia dei fattori aggravanti (il livello della disoccupazione o i fenomeni estorsivi) sia di quelli lenitivi (ad esempio, il livello di ricchezza complessivo). Ed e' nata una nuova figura: "quella dell'usuraio della stanza accanto". Ad esserne vittime sono circa tre milioni di famiglie e un'azienda su dieci nei settori dell'agricoltura, del commercio e dei servizi.

Tornano alle aziende, per quelle attive nel settore agricolo, si è stimato che il 10% delle circa 750.000 aziende agricole attive in Italia nel 2015 abbia avuto la necessità di rivolgersi agli usurai, per una somma media richiesta di 30.000 euro per un totale annuo di 2.250.000.000 euro. A questo dato va aggiunto un interesse medio sui prestiti del 10% al mese, ossia del 120% annuo (anche se è noto che generalmente i tassi sono ben più elevati), per un capitale restituito che aggiunge altri 44,7 miliardi di interesse ai 37,25 prestati, per un totale di 81,95 miliardi di euro. La "usura free-zone" è Bolzano a quota zero. "E un altro tipo di usura è infine quello operato sul gioco d'azzardo illegale che, oltre ad essere un potente strumento di riciclaggio del denaro sporco, è divenuto, in tal modo, un mezzo di accumulazione criminale del capitale".

"Ma l'usura resta una piaga sociale da debellare, un fenomeno criminale che impoverisce ulteriormente le famiglie e contro il quale non si è fatto finora abbastanza" - conclude il Presidente Donzelli.

"Ciò significa - sottolinea il parlamentare di Sinistra Italiana - che permettiamo alla criminalità organizzata un guadagno netto all'anno di quasi 45 miliardi". Ci si rivolge agli usurai "per una cifra media di 10mila euro, magari per spese dal dentista o per comprare un'utilitaria".

Nella fascia di rischio medio-alta tuttavia si collocano anche Aosta (61,6), Imperia (52,7) e Biella (50,3), ma la provincia più esposta, in termini assoluti, risulta Parma (100,0) risultato che può dipendere, secondo l'Eurispes, da avvenimenti eccezionali e dal perdurare dello stato di crisi del tessuto produttivo locale a partire dal 2008. "I dati sulla povertà sono davanti agli occhi - afferma Paglia -".

Tre milioni di famiglie ne sono vittima.