Usa, tra Clinton e Trump guerrra di sondaggi

Usa, tra Clinton e Trump guerrra di sondaggi

Sono 538 e, per fare bingo, bisogna averne 270. Come accadde ad Al Gore: nel 2000, fu sconfitto da George W. Bush per 257 voti in Florida, pur avendone ottenuti mezzo milione in più a livello nazionale.

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump sta cercando di scalare la montagna che si è costruito da solo, cercando di recuperare il voto dell'ambiente militare, personale in servizio effettivo o in pensione, dopo la clamorosa gaffe delle accuse rivolte un ex ufficiale statunitense di religione musulmana caduto da eroe in Iraq per proteggere gli uomini al suo comando. Hillary secondo il 31% degli americani e' la peggiore candidata democratica degli ultimi 40 anni, con un modesto 3% che la ritiene la migliore. Mentre la corsa per la presidenza degli Stati Uniti appare ancora pienamente aperta è ancora il tema dell'immigrazione ha scaldare gli animi.

Tra chi andrà alle urne tra due mesi, il miliardario repubblicano ottiene il 45% dei consensi, l'ex first lady il 43%, il candidato libertario Gary Johnson il 7%, la verde Jill Stein il 2%.

Anche in alcune roccaforti del Gop i laurerati tradizionalmente fedeli ai repubblicani sembrano avere voltato le spalle al tycoon. Anche Trump ha un vantaggio di almeno quattro punti in 20 Stati, ma i suoi sono meno popolosi e danno appena 126 Grandi Elettori.

Le cartine del Washington Post e di 270towin non si sovrappongono, ma si assomigliano molto.