Tumori, in aumento nuovi casi tra le donne: oltre 176mila nel 2016

Tumori, in aumento nuovi casi tra le donne: oltre 176mila nel 2016

Un rapporto sui tumori stilato dall'Associazione italiana di oncologia ha cercato di fornire un quadro di quella che oggi è la situazione delle patologie tumorali in Italia. Il dato che sorprende di più, quando si tratta di tumori, riguarda invece il fatto che i casi sono aumentati tra le donne (il numero passa da 168.900 casi a 176.200) mentre diminuiscono del 2,5 per cento tra gli uomini.

Dai confronti nazionali si conferma ancora una differenza nel numero di nuovi casi fra Nord e Sud. Il divario sarebbe dovuto soprattutto al minor numero di screening effettuati al Sud, specchio di una sanità che al Nord sembra essere molto più efficiente. Ma a fronte del dato relativo all'aumento delle nuove diagnosi tra le donne, sottolinea il presidente dell'Aiom Carmine Pinto, "un'arma fondamentale è lo screening dell'Hpv (papillomavirus) nell'individuare in fase precoce il carcinoma della cervice uterina, uno dei tumori femminili più diffusi nelle giovani donne (under 50), al quinto posto con 2.300 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2016". Il 55 per cento degli uomini e il 63 per cento delle donne ha sconfitto il cancro a cinque anni dalla diagnosi ricevuta.

"Ogni giorno circa 1.000 persone ricevono la diagnosi - spiega il prof".

Questi due tumori sono seguiti da quello del polmone, con oltre 41.000 nuovi casi (27.800 uomini e 13.500 donne) dal tumore della prostata con 35.000 nuove diagnosi e della vescica con circa 26.600 nuovi casi (21.400 tra gli uomini e 5.200 tra le donne). Abbiamo dedicato inoltre un capitolo alle neoplasie rare che colpiscono ogni 12 mesi in Italia 89mila persone. Per questo, avvertono gli oncologi, "devono essere programmati percorsi dedicati per questi malati, perché sono numerosi i pazienti e le famiglie che, per la frammentazione delle competenze o in mancanza di punti di riferimento, sono spesso costretti a onerosi spostamenti con costi sociali elevati". E' quanto emerge dalla presentazione oggi a Roma della ricerca "In numeri del cancro in Italia 2016". È un cambiamento che sta progressivamente prendendo piede: il test HPV viene proposto a partire dai 30-35 anni con intervallo quinquennale, mentre nella fascia di età precedente, fra i 25 e i 30 anni, si continuerà a utilizzare il Pap-test con intervallo triennale. "Diverse Regioni - conclude - hanno già rivisto in questo senso i programmi di screening anche in funzione di una maggiore efficienza". "La mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori, quali la prevenzione primaria (e in particolare la lotta al tabagismo, alla sedentarietà e a diete scorrette), la diffusione degli screening su base nazionale e il miglioramento diffuso delle terapie in un ambito sempre più multidisciplinare e integrato".I dati dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) indicano per il 2013 (ultimo anno disponibile) 176.217 (98.833 fra gli uomini e 77.384 fra le donne) decessi attribuibili a tumore, 1.000 in meno rispetto al 2012. Le neoplasie sono la seconda causa di morte (29 per cento di tutti i decessi in Italia) dopo le malattie cardio-circolatorie (37 per cento). Negli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 19% di tutte le neoplasie diagnosticate; seguono quello del polmone (15%), del colon-retto (13%), della vescica (11%) e dello stomaco (4%).