Trump vola in Messico "Giusto costruire muro di confine"

PHOENIX, 1 SETTEMBRE- È stato poche ore dopo l'incontro con il presidente messicano Enrique Pena Nieto che il candidato repubblicano per la Casa Bianca Donald Trump ha annunciato in un intervento a Phoenix, Arizona, che "Costruiremo un grande muro lungo il confine meridionale e il Messico lo pagherà, credetemi, al 100%.[.] Non lo sanno ancora, ma pagheranno per il muro".

Il muro alla frontiera tra Messico e Stati Uniti si farà.

"L'immigrazioni clandestina dal Messico verso gli Stati Uniti ha raggiunto il suo picco circa 10 anni fa e da allora è diminuita costantemente fino ad essere a tutti gli effetti in negativo" ha spiegato il Capo dello Stato messicano. Entrambi hanno infatti usato l'incontro per mostrare sì che un dialogo è possibile.

Ovviamente, Trump ha dovuto ascoltare in riverente silenzio tutte le valutazioni di Peña Nieto, che ha ricordato l'importanza del suo Paese nell'economia americana, facendo riferimento al ruolo dell'export e della manodopera messicana.

Molto più esplicito è stato il riferimento al muro con il Messico che il candidato, fin dalla sua discesa in campo nel giugno 2015, ha detto di voler costruire. Le sue posizioni originali parlavano sia di espulsione per tutti gli immigrati illegali sia della costruzione di un muro con il Messico, valico dal quale passa gran parte del flusso migratorio. Appena rientrato in patria, davanti alla solita folla entusiasta, il candidato repubblicano riassume la sua giornata. "Costruirò un grande muro e sarà magnifico".

Di certo c'è che Pena Nieto è in grande difficoltà: l'economia messicana non decolla e d'altro lato la sua popolarità è crollata.

Ma per alcuni osservatori che riconosco il reciproco rispetto dimostrato all'apparenza, la tappa messicana di Trump è stata un fallimento: restano ancora da sciogliere i nodi della politica trumpiana che hanno fatto arrabbiare i cittadini messicani, da lui definiti "stupratori e criminali" quando scese in campo nel giugno 2015.

E, per rincarare, i clandestini espulsi non saranno solo riportati nei loro Paesi di origine, obbligati ad accettarli, ma saranno anche collocati lontano dal confine, rendendo così difficile un'altra emigrazione clandestina. "Deporterò i criminali, niente sanatoria per i clandestini". Verranno assunti anche ulteriori cinquemila agenti di confine. "Farò una lista di nazioni a rischio, per le quali l'immigrazione sarà sospesa, a cominciare da Siria e Libia". Per chi richiede un visto, invece, sono previsti i test ideologici. È diritto dell'America, ha rivendicato, "scegliere gli immigrati che possono aver successo e ci amano".