Truffavano i malati gravi: arrestati medici, farmacisti e ingegneri

Truffavano i malati gravi: arrestati medici, farmacisti e ingegneri

Sconcerto in quanto i sei professionisti, che operavano privatamente, arrestati in carcere (5) o ai domiciliari (1) avrebbero messo in piedi e/o partecipato attivamente ad una truffa ai danni persone affette da gravi malattie degenerative. In realtà - dietro al pagamento di somme variabili tra 2 e 4 mila euro - ai pazienti (tra quelli trattati non ci sarebbero comunque malati di Sla) sarebbero state somministrate per 45 giorni circa capsule contenenti un mix di antibiotici, antimicotici e statine ritenuto del tutto inefficace e in alcuni casi addirittura dannoso.

I truffatori avevano lanciato una campagna pubblicitaria, prevalentemente su internet, dove spacciavano come miracoloso il "protocollo terapeutico". Tutti meccanismi ovviamente ritenuti illeciti.

Curiosità mista a sconcerto tra quanti stamattina hanno saputo di un'operazione degli agenti di polizia in corso a Terni dalle prime luci dell'alba.

L'avvocato, a capo dell'organizzazione, utilizzando il nome dell'Università, rilasciava false attestazioni di partecipazione a corsi sul predetto protocollo, gestiva personalmente sia l'Università che il centro estetico e istruiva gli altri complici sulle modalità di accoglienza dei pazienti e sulle modalità di somministrazione delle "cure".

I reati contestati riguardano l'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe, aggravate dal gravissimo stato di salute delle vittime, tale da ostacolare la privata difesa. In carcere è anche finito il titolare di una farmacia di Rieti, Giovanni Petrini, accusato di avere preparato il cocktail di farmaci, alcuni provenienti dalla Cina, seguendo le direttive dell'avvocato, mentre sono stati disposti i domiciliari nei confronti di Simone De Marco, che nel centro estetico lavorava come centralinista, autista e aiutante.

Le indagini della Squadra Mobile di Terni hanno permesso di individuare a capo dell'organizzazione un avvocato il quale, dopo aver fondato un'associazione denominata "Università Popolare Homo & Natura", da circa due anni, esercitava abusivamente la professione medica in un centro estetico di Terni somministrando cure farmacologiche, ad oltre 200 malati, secondo un protocollo medico di sua invenzione denominato "Seven to stand". Esprimendo apprezzamento per il lavoro compiuto dalla polizia, l'assessore ha "ringraziato" le forze dell'ordine "per aver posto fine a una vicenda vergognosa che speculava sulla salute e sulla fragilità di persone che vivono situazioni di estrema difficoltà". I sei agivano al di fuori di strutture pubbliche.