Tiziana Cantone, la madre: "L'ex la costrinse a girare video con altri"

Tiziana Cantone, la madre:

La Procura di Napoli nord acquisirà gli atti della causa civile intentata da Tiziana, la 31enne suicida dopo la diffusione nel web, a sua insaputa, di suoi video hard. Quando la ragazza si decide a rompere la relazione, torna in via Rossetti. "Lui sapeva tutto". Un accusa gravissima mossa verso un uomo che a Maria Teresa non era ma i piaciuto e che si era approfittato della fragilità di Tiziana dovuta all 'abbandono prematuro del padre.

Tiziana Cantone è morta, si è tolta la vita nel tardo pomeriggio di martedì, impiccandosi con un foulard nella cantina di casa. E certo, lei era stata consapevole di esser filmata, e sul momento aveva assecondato il suo fidanzato che, telefonino in pugno, la riprendeva e la chiamava come nessuno mai dovrebbe osare rivolgersi a una donna ma come può anche succedere nelle tenzoni erotiche. Aveva cambiato cognome per cercare di sfuggire alle innumerevoli umiliazioni a cui era costantemente sottoposta e ricominciare una nuova vita, aveva lasciato la sua attività lavorativa per trasferirsi fuori dalla Campania e solo di recente era tornata in provincia di Napoli, a casa di un parente. I video erano finiti in rete: "subito erano diventati virali". Il peso di questa vicenda si era fatto insostenibile, in un crescendo di angoscia e depressione, fino al tragico epilogo. Per la giovane, che lavorava nel locale di cui erano titolari i genitori. La vicenda sarebbe iniziata come un gioco: lei stessa avrebbe inviato per gioco quelle immagini a un ristretto numero di amici, uno dei quali l'avrebbe tradita trasmettendo il video a qualcun altro. La ragazza avrebbe dovuto pagare circa 20mila euro come rimborso per le spese legali a 5 siti internet.

Gli elementi per un dramma personale, in una società che gli psicologi non stentano a definire sessista, nei confronti delle donne, soprattutto per atteggiamenti legati al sesso, ci sono tutti. In una gogna mediatica che la ragazza di Casalnuovo aveva tentato di smorzare, rifugiandosi in Toscana chiedendo e ottenendo di cambiare nome, affidando a un avvocato la richiesta di un provvedimento d'urgenza per rimuovere dal web quelle immagini in nome del diritto all'oblio. La 31enne aveva intrapreso anche un'azione legale per chiedere la rimozione dalla rete di quei filmini.