Tito Boeri contro le pensioni d'oro: 'problema è equità non sostenibilità'

Tito Boeri contro le pensioni d'oro: 'problema è equità non sostenibilità'

"Non si può prorogare - spiega Damiano - perché molto probabilmente non avrebbe il benestare della Corte Costituzionale, ma nulla vieta di individuare un'altra misura di analogo significato: con i risparmi si potrebbero finanziare ulteriori interventi a favore delle pensioni più 'povere' e della flessibilità previdenziale". Boeri non nasconde le difficoltà economiche dell'ente previdenziale che chiuderà in perdita per il quinto anno consecutivo con un buco patrimoniale di 56 miliardi di euro previsto per il 2023.

Con l'anticipo pensionistico, ha proseguito Nannicini, "non si rischia niente, non ci sono garanzie che richiede l'Ape". "Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia - dice Boeri - è quello dell'equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico". "Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone", prosegue il presidente.

L'anticipo pensionistico sarà gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate, mentre oscillerà tra i 50 e i 60 euro al mese in meno per venti anni per chi percepisce una pensione di mille euro e lo chiederà per un anno.

Boeri sarebbe a favore di un contributo di solidarietà da prelevare sulle cosiddette pensioni d'oro, così sarebbe possibile: "fare qualche operazione di redistribuzione" aiutando persone che "sono nella fascia di età prima della pensione che sono in condizione di povertà". Inoltre lo stesso Nannicini aggiunge che l'Ape sarà pagata con l'intervento pubblico per i lavoratori più deboli: "Poi ci sarà una platea importante di agevolati che riceveranno un bonus fiscale e questo coprirà non solo gli interessi e l'assicurazione, ma anche il capitale anticipato se sei particolarmente meritevole di tutela, in condizioni di bisogno e hai un reddito basso". "Quindi fin quando lo Stato italiano non dovesse fallire, poniamo pure che l'Inps fallisse, e non fallira' vi assicuro, pero' ci sara' sempre lo Stato italiano". "Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo". Il prestito sarà erogato da una banca che poi lo girerà all'Inps. Rischi davvero di tagliare pensioni alte ma meritate, oppure di toccare pensioni che sono generose rispetto ai contributi versati ma sono basse. rischio di mettere le mani nelle tasche sbagliate è troppo grosso. E devi stare molto attento perché non si riesce a fare con il bisturi del chirurgo questa distinzione un po' intellettualistica. Damiano ha anche ricordato che, tempo fa, fu fatta un'audizione dell'Inps presso la Commissione lavoro alla Camera su tale argomento e l'ente previdenziale sottolineò l'impossibilità tecnica di effettuare il ricalcolo contributivo delle pensioni retributive. Proprio perché è difficile fare queste ipotesi, avere i dati necessari per farlo, rischi di fare danni.

Infine il professore Nannicini che per il premier Renzi ha coordinato il gruppo di lavoro che si sta occupando di pensioni conferma l'intervento sulle pensioni minime: "Ci sarà un intervento anche sui redditi da pensione". In particolare sui redditi da pensioni basse - ha aggiunto Nannincini - Parliamo dei redditi da pensione sotto i 1.000 euro. "Abbiamo deciso di fermarci", spiega.