The Young Pope a Venezia 73. Paolo Sorrentino: nessuna provocazione

The Young Pope a Venezia 73. Paolo Sorrentino: nessuna provocazione

È anche un'opera estremamente divertente e agghiacciante allo stesso tempo, paragonabile a House of Cards per come riesce a raccontare con toni contraddittori una figura contraddittoria, manipolatrice ma in fondo umana.

Papa Pio XIII: "In realtà non è così". "Per me The Young Pope è un lungo film di 10 ore che tiene conto delle regole basilari delle serie ossia inizio e fine di ciascuna puntata e storie che non si possono rivelare". E non in un'ottica progressista.

Accoglienza calorosa questa sera alla premier mondiale dei primi due episodi di The Young Pope di Paolo Sorrentino. Ma è un paragone che esiste più nelle nostre teste che nella serie, che è molto di più e molto originale quindi poco identificabile. Si intuisce che il passato di Lenny-Pio XIII è pieno di misteri, e che sarà proprio lì che i suoi nemici andranno a scavare, nella speranza di toglierlo di mezzo. Tutto in grande coerenza con la serialità contemporanea. Sulle critiche che potrebbero arrivare dalla Chiesa il regista non si preoccupa: "Problema del Vaticano, non mio, la chiesa non cambia". Quel luogo e' il Vaticano, quelle persone sono i vertici della chiesa. Vi basti sapere che sono uno l'opposto dell'altro.

Sul red carpet, oltre a regista e al protagonista, anche Silvio Orlando, che nella miniserie interpreta il Segretario di Stato, cardinal Voiello, oltre a numerose personalità della tivù e del cinema italiano, come la madrina della manifestazione Sonia Bergamasco, con il marito Fabrizio Gifuni, Valeria Solarino e Valentina Lodovini, che ha sfilato con un braccialetto giallo, su cui era impressa la frase Verità per Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso qualche mese fa in Egitto, sulle circostanze della cui morte ancora non è stata fatta luce. Del resto, tutti i più grandi nelle arti - dalla scrittura al cinema, dall'arte alla musica (per lui sono, nell'ordine, Salinger, Kubrick, Bansky, i Daft Punk e Mina) - non si sono mai fatti vedere, mai ritrarre, fotografare o riprendere. Per questo, con temperanza e acume, raccoglie informazioni su di lui ("Le informazioni sono il potere, e tra i potenti lo è di più chi arriva per primo alle informazioni").