Summit Onu, accordo per accogliere 360 mila rifugiati

Summit Onu, accordo per accogliere 360 mila rifugiati

È il ministro dell'Interno Angelino Alfano a ribadirlo ieri a New York presso le Nazioni Unite dove ha partecipato al Summit sui rifugiati e migranti, intervenendo nella tavola rotonda su "Global compact for responsibility-sharing for refugees, respect for international law". "Ci sono tante nazioni che stanno facendo la cosa giusta", ha osservato il presidente Usa, "ma molte nazioni, specialmente quelle benedette dalla loro ricchezza e dalla loro posizione geografica, devono fare di piu'", ha insistito, anche perche' "aiutare chi ha bisogno ci rende piu' sicuri".

"Dobbiamo aprire i nostri cuori per accogliere i rifugiati nelle nostre case" e "dobbiamo respingere qualsiasi forma di razzismo, fondamentalismo e di idee di superiorità di razza". L'ex ministro degli esteri sudcoreano lascera' il 38esimo piano del Palazzo di Vetro dopo dieci anni il 31 dicembre, mentre Obama lo seguira' a gennaio, dopo otto anni alla Casa Bianca. In questo momento abbiamo una scelta: cooperare o tirarci indietro, tornando a un mondo in conflitto. La democrazia resta il vero percorso da compiere. I lavori del summit saranno aperti dal presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Peter Thomson, e prevedono gli interventi del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon; del presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim; dell'Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi; del direttore generale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), William Lacy Swing; del rappresentante speciale del segretario generale per le migrazioni internazionali, Peter Sutherland. "Sono protagonisti della sicurezza ma hanno l'elemento in piu' della cultura", ha concluso il premier, ricordando i gesti concreti degli italiani "che ogni giorno salvano vite umane altrimenti condannate alla disperazione". "Non si può affermare la propria leadership sminuendo gli altri. Israele sa che non può occupare in via permanente la terra palestinese", ha aggiunto. Quella di oggi, martedì 20 settembre 2016, è l'ultima volta che Obama interviene in qualità di presidente degli Stati Uniti ad un'Assemblea generale dell'ONU. "C'è troppo contrasto tra il successo della Corea del Sud ed il sottosviluppo della Corea del Nord che mostra come l'economia controllata dallo Stato è una strada senza uscita", prosegue Obama.