Siria. Situazione sempre più drammatica. 150 raid su Aleppo

Siria. Situazione sempre più drammatica. 150 raid su Aleppo

Infatti sono state lanciate nella notte le bombe al fosforo sulla città di Aleppo, simbolo della rivolta al presidente Assad. Ma la diplomazia appare ancora lontana da un'intesa su una tregua. "Sono convinto che i milioni di siriani fuggiti dal Paese torneranno entro pochi mesi se gli Usa, l'Arabia Saudita, la Turchia e il Qatar smetteranno di sostenere gli insorti", ha dichiarato. "Chi pensa che il conflitto non possa peggiorare si sbaglia di grosso". Secondo giornalisti sul terreno, nelle ultime due ore sono stati pesantemente bombardati i quartieri di Qaterji, Maysar, Karm Tahhan.

Nella serata di ieri, un raid ha colpito un centro medico ONU ad Aleppo, in Siria, causando 13 vittime e diversi feriti. "Lasciamo che siano i russi ed il regime siriano a spiegare le loro azioni".

Aleppo Est è stata colpita per il secondo giorno consecutivo dall'offensiva governativa siriana.

Il cessate il fuoco concordato ha trovato fine lunedì quando sono ripresi i bombardamenti con intensità anche maggiore rispetto a prima.

L'opposizione sostiene esattamente il contrario, accusando Assad di aver avuto sin dall'inizio l'intenzione di proseguire gli scontri così da far saltare la tregua.

Il Segretario di Stato Americano John Kerry ha rilasciato oggi una dichiarazione nelle quale chiede che nell'area di Aleppo, e nel nord ovest della Siria, venga impedito il sorvolo a tutti gli aerei Russi e Siriani che attualmente operano nella zona. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Nessun accordo per il cessate il fuoco.

Nel frattempo emergono nuovi dettagli sull'attacco a Deir Ezzor, dove gli aerei della coalizione internazionale guidata dagli USA hanno bombardato quella che credevano essere una postazione dell'ISIS uccidendo invece decine e decine di soldati del governo di Assad.

Anche dalle immagini filmate dal drone del Ministero della Difesa è evidente che la colonna che transitava nei territori occupati dai ribelli era accompagnata da un pickup con un mortaio di grosso calibro. Il presidente della Croce rossa internazionale Peter Maurer lo ha denunciato come "una flagrante violazione delle leggi umanitarie internazionali" e ha aggiunto che potrebbe configurarsi come crimine di guerra.