Siria, Aleppo: bambini lasciati morire, sistema sanitario al collasso

Siria, Aleppo: bambini lasciati morire, sistema sanitario al collasso

"Privare i bambini dell' acqua li mette a rischio di terribili epidemie di malattie trasmesse dall'acqua e si aggiunge alla sofferenza, alla paura e all'orrore che i bambini di Aleppo vivono a ogni giorno. - porsegue la nota - Nella parte orientale di Aleppo, la popolazione dovrà ricorrere ad acqua di pozzo altamente contaminata". "Niente può giustificare un tale violenza sui bambini - ha raccontato - e una tale non curanza del valore della vita umana. La sofferenza, e il suo impatto sui bambini, è sicuramente la cosa peggiore che abbiamo visto", conclude l'Unicef. Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

L'Unicef, per l'ennesima volta, sta provvedendo a riparare i danni causati dalle bombe e tuttavia si tratta di una situazione molto complessa perché l'accesso in determinate zone di Aleppo è praticamente impossibile per via delle incontenibili esplosioni. In questo video amatoriale si vede come è avvenuto il salvataggio nel quartiere di Al Shaar ad Aleppo, raso al suolo durante i recenti bombardamenti. "E' un calvario disumano che dura da 6 anni, dove sono morti bambini innocenti nell'indifferenza mondiale".

Oggi sul dramma della Siria e' intervenuto Papa Francesco in un incontro con l'inviato Onu Staffan de Mistura mentre tra Usa e Russia continua la guerra delle parole. Sono stati bombardati anche nella parte nord il campo di profughi palestinesi a Handarat, e l'area Progetto 1070. L'artiglieria del regime, ha aggiunto la ong, ha messo nel proprio mirino anche Al Buida e Tel Hatabat, a sud della seconda citta' siriana.

L'Unicef aumenterà il trasporto dell'acqua di emergenza in tutta la città, ma questa è una soluzione temporanea che non è sostenibile nel lungo periodo. Ma non è il momento per parlarne.

"Stiamo lavorando per delle nuove idee sul piano del negoziato politico e per cercare di fermare il massacro in corso ad Aleppo". Gli Stati Uniti hanno chiesto una tregua di una settimana respinta da Mosca che è disposta a concederne una massimo di 48 ore per evitare che "i terroristi si riorganizzino". "I colleghi americani propongono, per ragioni che solo loro conoscono, una tregua di sette giorni", ha detto sarcasticamente il vice ministro degli Esteri russo, Serghei Riabkov.