Siracusa, indagati 29 "furbetti del cartellino"

Siracusa, indagati 29

Sono 29 i dipendenti del Libero consorzio comunale di Siracusa, l'ex Provincia regionale, indagati per assenteismo. Il reato contestato è truffa aggravata. Gli inquirenti avrebbero, cosi', rilevato casi in cui, durante l'orario di lavoro, i dipendenti si dedicavano a shopping per le vie del centro di Ortigia e in centri commerciali, supermercati e mercatini rionali, visite mediche presso strutture sanitarie pubbliche e private, lavori di giardinaggio per conto di privati, lunghe attese nei vari uffici pubblici o anche in casa propria.

L'operazione, battezzata Quo Vado, a tutela della spesa pubblica e del bilancio dello Stato, vede impegnate - si legge in un comunicato della Guardia di Finanza - 24 pattuglie che stanno operando, dalle prime ore dell'alba, in tutta la provincia di Siracusa. Per le indagini sono state utilizzate anche immagini raccolte nell'ambito di un'attività di videoregistrazione. L'utilizzo del registro cartaceo consentiva al dipendente "malintenzionato" di sottrarsi arbitrariamente all'orario di servizio, anche per l'intero turno, avendo assicurata, in ogni modo, la possibilità di operare successivamente (il più delle volte ciò avveniva il giorno dopo) "gli aggiustamenti" necessari per far invece risultare la propria presenza in ufficio nel turno di lavoro svolto. I dipendenti sono stati monitorati anche con l'ausilio di gps posizionati sulle autovetture. La Guardia di Finanza ha accertato le violazioni grazie a pedinamenti, iniziati nel gennaio 2015, e videoregistrazioni, circa 6.800 ore in tutto. L'incrocio dei dati raccolti con i turni di lavoro riportati nei prospetti mensili di ciascun dipendente acquisiti presso l'Ente Pubblico hanno consentito di accertare assenze per 1.114 ore di lavoro a fronte delle 2.538 programmate nei 137 giorni di durata degli accertamenti con una percentuale di assenza minima del 12,5% e massima del 85,5%, con una media del 40%. "I presunti dipendenti infedeli - commenta Giordano - saranno deferiti oltre che all'amministrazione di appartenenza per i profili disciplinari - compreso il possibile licenziamento in base alla nuova normativa, il cosiddetto decreto Madia -, anche alla Procura regionale presso la Corte dei conti".

Questi i nomi degli indagati: Paolo Bascetta, Corrado Caramagno, Corrado Corsico, Sebastiano Di Falco, Carmelo Fiordaliso, Fabio Furnò, Maria Grienti, Antonio Lucifora, Antonio Sambito, Sebastiano Scamporlino, Emanuele Schembari, Francesco Vacirca, Antonio Gulino, Maurizio Siringo, Fabienne Fichera, Lucia Di Benedetto, Amalia Ansaldi, Giovanni Battaglia, Angela Formica, Rosaria Capuano, Maria Ganci, Giuseppina Amato, Francesco Controsceri, Bruno Formosa, Antonella Lombardo, Cinzia Uccellatore, Gaetano Caruso, Francesco Signini, Maria Sicuso.