Roma 2024, Malagò: Una rinuncia sarebbe la fine dello sport

Roma 2024, Malagò: Una rinuncia sarebbe la fine dello sport

Dire no farebbe fare all'Italia e alla città di Roma una figuraccia internazionale di livelli mostruosi e sarebbe una sconfitta sia per il mondo della politica che per quello dello sport.

Parole dette a pochi giorni di distanza ma che sembrano essere in contrasto le une con altre perché prima si ritiene idoneo e corretto l'intervento della sindaca Raggi e poi, forse anche consapevoli della posizione della pentastellata - si tenta l'affondo contro chi si sta schierando a favore del "no". Il vicesindaco di Roma Frongia ad esempio, che negli ultimi mesi ha stretto un legame solido con Malagò mantenendo un fitto dialogo con il numero uno del Coni, si era speso molto nelle ultime settimane affinché la fiammella olimpica non si spegnesse e alcuni assessori di peso digeriscono con fatica, pensando soprattutto ai 5,3 miliardi in arrivo su Roma con le eventuali Olimpiadi, la piega che ha preso la vicenda. "Virginia lasciamola lavorare, a breve arriverà il no alle Olimpiadi: deve portare avanti il programma M5S, per Roma abbiamo scritto un programma meraviglioso" avrebbe detto il leader Beppe Grillo ad alcuni membri del direttorio.

"C'è un accordo e chiediamo che venga rispettato e che ci sia rispetto per un percorso iniziato tre anni fa- ha continuato Malagò -". Bisogna che qualcuno si assuma le sue responsabilità. "Se ha già deciso non lo so, dovreste chiederlo a lei", ha aggiunto il capo dello sport italiano a margine della presentazione del campionato maschile di Serie A di volley al Salone d'Onore del Comitato olimpico. Al contrario, "le Olimpiadi porteranno sicuramente lavoro per circa 177mila persone".