Rocco Siffredi shock: "Ho fatto piangere mia moglie per 24 anni"

Rocco Siffredi shock:

Il documentario, diretto da Thierry Demaizière e Alban Teurlai, mette a nudo Rocco Siffedri non nella classica veste per cui è noto in tutto il mondo, ma percorre interamente la sua vita, dall'infanzia a oggi dopo trent'anni di carriera e 52 all'anagrafe. Ho scoperto di essere molto vulnerabile da quando è venuta fuori la famiglia. Io ho chiesto ai registi di fare un autoritratto sincero, che esponesse le mie fragilità e il mio lato umano.

"Macché, ho provato a coinvolgerla per averla vicina, ma lei si è limitata a girare quattro-cinque film con me, poi ha detto basta". La mia sessualità - aggiunge - era insomma travolgente. Parlare di sesso è difficile, lo si usa solo quando serve e poi lo si nasconde subito.

Rubando scene dai set porno - lucidamente trasformati in stazioni di una via crucis ideale - montando interviste e materiali eterogenei, andando a curiosare nel rapporto del padre con i figli un po' complici, un po' vittime di un desiderio di dirsi del padre che rischia di mangiarli tutti, Rocco si rivela documentario di grande densità concettuale nel suo essere continua riflessione non tanto dei limiti della filmabilità del corpo, quanto della capacità dell'immagine di farsi epifania del senso stesso di un'intera esistenza. "Comunque se ci sarà chi non vedrà più in me più il supereroe che immaginava devo dire che me ne frego". Mi dicevano sempre 'non avrai mai una famiglia'. Invece ho avuto tutto anche più degli altri.

Certo aggiunge: "avevo molti sensi di colpa. E quando tornavo a casa cercavo negli occhi di mia moglie il suo perdono".

Come si fa a costruirne una, con il suo mestiere? Ferro (Luigi Fedele) e Cate (Blu Yoshimi) sono alle prese con una gravidanza inaspettata e vivono questi nove mesi in parte con la leggerezza che contraddistingue chi ha 18 anni, ma anche affrontando momenti di difficoltà. È diventata una industria della sessualità in cui si vedono performance da atleta piuttosto che sensazioni.

"Totalmente. Noi siamo sempre stati professionali: malgrado il contesto hard curavamo le storie, le luci, i dialoghi".

La copertina nudo su Le Monde: "Mi ha fatto piacere".