Referendum costituzionale: Berlusconi determinante per Renzi, comunque vada

Referendum costituzionale: Berlusconi determinante per Renzi, comunque vada

Soprattutto, il premier chiarisce quale sia il target della campagna elettorale: "Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum".

Ma sono pronto a fare una discussione vera e anche a cambiarla. Lo ripete anche a Perugia, dove ha aperto la campagna per il sì prima di proseguire in serata a Firenze, dove otto anni fa lanciò la candidatura alle primarie da sindaco.

Insomma, spiega l'ex segretario del Pd, "il referendum e' importante ma e' stato un errore clamoroso farne un giudizio di Dio che ci espone a speculazioni di ogni genere, finanziarie e politiche". E l'elettore di destra, oggi, si trova davanti a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito.

Lo scontro all'interno del partito si consuma a distanza e su un punto dirimente per l'esito del referendum: i voti. I dati sono obbligatori al fine di autorizzare la pubblicazione del commento e non saranno pubblicati insieme al commento salvo esplicita indicazione da parte dell'utente. "Io non do consigli al presidente del Consiglio su questo piano, ma credo ci sarebbe una forza abbastanza inerziale nel prendere atto che una eventuale sconfitta porterebbe a un atto politico conseguente del presidente del Consiglio che rimetterebbe l'incarico, poi sarebbe questione del presidente Mattarella se reinvestire Renzi o pensare a soluzioni diverse". Se la scelta diventa votare sul merito vota sì. E' un esperto di lotta in casa, fratricida. "Se non prendi il voto degli altri ti chiami minoranza, io voglio essere maggioranza e cambiare le cose" taglia corto Renzi, che si dice disponibile a cambiare l'Italicum e punta tutto sulla spersonalizzazione del voto. "Citofonare a Romano Prodi, citofonare a Walter Veltroni per sapere come stanno le cose" ha sottolineato Renzi. "Chiarito che "'il referendum si vince a destra' non e' una bella frase detta dal segretario del Pd, e non e' una bella frase detta dal presidente del Consiglio" perche' bisognerebbe "tenere assieme questo Paese", il leader di SinistraDem si richiama "alla coerenza dell'uomo" per dire che "manterra' l'impegno" a dimettersi in caso di vittoria del no. E saranno decisivi i voti della destra.

Così ha parlato Renzi in un'intervista al Foglio; anche se, certo, che i voti della sinistra siano tutti per il "sì" è decisamente dubbio.

Minoranza dem: "Va verso il baratro" - La minoranza del Pd è a un passo dall'ufficializzare il No. E insorge per il 'corteggiamento' di Renzi agli elettori di destra: "Così si svuota il Pd di idee ed elettori". Infine, per Miguel Gotor le parole di Renzi "confermano il sospetto che il fronte del si' e i relativi comitati al di fuori del Pd costituiscano la futura architrave di un nuovo schieramento che punta a trasformare il Pd in un partito della nazione neo-centrista".