Ragazzina violentata dal branco: "I genitori sapevano ma hanno taciuto"

Ragazzina violentata dal branco:

Negli ultimi mesi i sette violentatori avevano capito che qualcosa si stava muovendo e che qualcuno stava iniziando a parlare.

La 13enne è stata condotta in luoghi appartati e violentata ripetutamente a turno, per ben tre anni. E anche ora, quando in pochi hanno preso le fiaccole in mano marciando per stringersi a quella ragazzina, buona parte di Melito è rimasta a guardare. Tanta omertà. Come anticipato dal fattoquotidiano.it, infatti, il peso della famiglia mafiosa è arrivato a condizionare non solo la comunità che ha taciuto, ma anche i genitori della vittima.

Perfino in famiglia: "Questo territorio - ha commentato Cafiero De Rhao, procuratore capo di Reggio Calabria - sconta un ritardo costante".

Dalle 133 pagine dell'ordinanza firmata dal gip di Reggio Calabria Barbara Bennato si evince il clima di omertà che fa da contorno a questa terribile storia.

Secondo il Corriere della Sera la madre della ragazza sarebbe venuta a conoscenza delle violenze subite dalla figlia "attraverso la brutta copia di un tema che la tredicenne aveva lasciato sulla scrivania della propria stanza".

A raccontarlo è la stessa bambina, parlando con la psicologa. In particolare, proprio del fatto che i genitori non si fossero accorti di nulla. L'istituto si trova sulla via principale del paese, proprio di fronte alla caserma dei carabinieri.

Quindi Maddalena racconta tutto. Io scoppio in un pianto e le racconto tutto quello che era successo, tutto... non i particolari...

Oggi comincia la scuola e fai conto che vieni a sapere che tua figlia di 13 anni, 1.55 x 40 chili, all'uscita viene caricata da uno, che poi sono 8 o 9, e portata in una casa o al cimitero, o sotto un ponte... o dovunque ci sia un giaciglio; che le tengano fermi i polsi e la violentino: per 3 anni.

Per il gip: "La ragazzina si era sentita sola, senza alcuna protezione e, pur sopraffatta dalla rabbia per l'abbandono dei genitori, si era trovata nelle condizioni di dover subire in silenzio un penoso rosario di violenze, atteggiamento paradossalmente impostole a protezione dell'incolumità degli stessi genitori, distratti ed inadeguatamente interessati alla sua crescita evolutiva". Non devi parlare. Dici: guardate, la verità, non mi ricordo. E il fratello poliziotto: compare pu fare quello che vuole che non c' nessun problema! Ma la verità a Melito sembra essere un concetto soggettivo. Il parroco, Benvenuto Malara arriva perfino a dire: "Purtroppo corre voce che questo non sia un caso isolato".

Alla fiaccolata di solidarietà nei confronti della sedicenne la gente del paese non c'è, ha voltato le spalle alla sua figlia. Tra gli accusati anche un ragazzo minorenne e Giovanni Iamonte, figlio del boss della 'ndrangheta Remigio Iamonte. Poco più che una bambina, che però, per la signora in questione, se l'è andata a cercare. Ma che ha fatto il servizio pubblico per offendere Melito?

"Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono certe ragazze se la vanno a cercare" commentano in piazza. Qui la ragazzina veniva violentata. E molti venivano dalle altre città. In totale 400 persone su 14mila abitanti.