Picchiano la figlia e la sua fidanzata perché sono lesbiche

Picchiano la figlia e la sua fidanzata perché sono lesbiche

L'ultimo episodio omofobo consumatosi nella Capitale è avvenuto intorno alle due di venerdì notte, quando i genitori di una minorenne, che da qualche mese frequentava una 21enne, accompagnati da un altro parente, probabilmente una zia, hanno lanciato calci e pugni e insultato le due fidanzatine, mettendo a soqquadro il bar dove si trovavano con alcune amiche. E' successo in un locale della 'Gay street' davanti al Colosseo, a Roma.

I carabinieri avrebbero identificato tutte le persone coinvolte e avrebbero chiesto alla ragazza se voleva sporgere denuncia contro la famiglia (cosa che a quanto pare non sarebbe avvenuta). Le due donne si sono avvicinate alla 21enne con la scusa di accendere una sigaretta.

L'uomo è preceduto da Silvia che dopo aver subito il primo colpo, comprende ciò che stava succedendo e corre all'interno per avvisare la fidanzata della presenza dei genitori. Secondo alcuni la stessa ventunenne stata picchiata quando ha tentato di reagire mentre la ragazzina stata colta da un attacco di panico ed stata poi assistita dal personale di un'ambulanza chiamata da qualcuno degli avventori che hanno poi rimproverato i tre della spedizione. Madre e zia hanno dapprima cercato nella folla Monica (nome di fantasia), la fidanzata colpevole di aver traviato la loro Sara (nome di fantasia) e poi le hanno sferrato uno schiaffo, come racconta un testimone in una nota. Che ci fa credere che non basta un unione civile a "normalizzarci" (passateci il termine). Servono politiche sociali e culturali per accompagnare le famiglie ad accogliere e comprendere l'amore dei propri figli omosessuali. "Serve tanta cultura. Ma serve anche un provvedimento, una Legge contro l'Omofobia è doverosa, perché nessuno possa più sentirsi violato nel proprio intimo, nel proprio essere".