Più deficit e crescita lenta: il governo rivede le stime

Più deficit e crescita lenta: il governo rivede le stime

La linea di Bruxelles è che "le regole devono essere rispettate, e cerchiamo di ridurre il gap (tra i numeri della Commissione e quelli del Governo, ndr)".

Debito pubblico - Il debito pubblico a fine anno salirà al 132,8% e dunque il calo è rimandato all'anno prossimo al 132,2%.

Quanto al rapporto deficit/Pil sarà pari al 2% ma l'Italia chiederà un indebitamento ulteriore di 0,4 punti percentuali per il sisma e per la gestione dell'immigrazione. La nota aggiorna la crescita del Pil, che passa a più 0,7% nel 2015, a più 0,8% nel 2016 e a più 1% nel 2017, ma le tabelle sintetiche diffuse nel comunicato di Palazzo Chigi non dettagliano le singole voci. "La revisione della crescita porta a una revisione anche del target di deficit, che nel 2016 salirà al 2,4% (rispetto al 2,3%) e che l" anno prossimo si attesterà al 2% (rispetto all" 1,8%).

La parola d'ordine è comunque "prudenza" e "trend in miglioramento", come ha ribadito più volte il presidente del Consiglio. Ad ammettere che l'economia italiana non sta progredendo così come ci si aspettava era stato il ministro Pier Carlo Padoan, che durante un intervento all'Euromoney conference, aveva annunciato una revisione delle previsioni del Pil in occasione della nota di aggiornamento al Def, precondizione per la discussione in parlamento della nuova legge di bilancio, che sostituisce da quest'anno la legge di stabilità. Non stiamo con l'acqua alla gola, non vogliamo svendere. Preceduto da dichiarazioni che sono state interpretate come positive a Roma. Sono questi alcuni dei dati forniti da Matteo Renzi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato la nota di aggiornamento al Def (il Documento di economia e finanza). Quest'anno si chiuderà con un +0,8, il prossimo si potrà arrivare all'1 solo in via programmatica, per effetto appunto di riforme e misure di stimolo. "Abbiamo avuto in pochi anni tre terremoti mortali" mentre sull'immigrazione "abbiamo fatto gli hotspot, blindato le frontiere ma non avuto i ricollocamenti, salvo poche eccezioni, dall'Ue" ha proseguito Renzi, concludendo: "L'Europa è gravemente in debito con l'Italia sui temi dell'immigrazione". Ma in serata la Commissione aveva però voluto specificare che tutti i numeri "saranno sotto la responsabilità del governo italiano: noi aspettiamo la presentazione del progetto di bilancio 2017 per essere in grado di valutarlo secondo il calendario previsto". "Non è arrivata e questo si ripercuote sul debito", ha proseguito. Ancora, si dovrà dare risposta al contratto del pubblico impiego: necessario a maggior ragione per il fatto che il 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale e certo non ci si può inimicare oltre 3 milioni di lavoratori. La coperta resta corta, e la conferma arriva dall'orientamento di limitare a 1,5 miliardi la dote per il pacchetto pensioni che sarà discusso oggi con i sindacati, in questi giorni già "freddi" di fronte all'ipotesi iniziale che parlava di uno stanziamento intorno ai due miliardi.