Pestaggio sulla metro B a Roma, gli aggressori sono di Caserta

Pestaggio sulla metro B a Roma, gli aggressori sono di Caserta

Purtroppo ci siamo abituati a convivere con la violenza e la brutalità che ci circonda, certi episodi non riescono neppure più a stupirci e questo è un aspetto evidente di come siamo costretti a vivere.

Sono circa le 15 del 18 settembre scorso quando Maurizio Di Francescantonio viene aggredito in un vagone della metropolitana della linea B di Roma. Maurizio compare davanti alle telecamere insieme con la madre: si allontana probabilmente per chiedere ai suoi futuri aggressori di smettere di fumare.

Maurizio, infatti, torna al suo posto, ma quelli non hanno nessuna intenzione di incassare il rimprovero e lasciar perdere. Uno dei tre giovani, cappellino e maglia neri, approfitta della fermata alla centralissima stazione Bologna per uscire sulla banchina e raggiungere Maurizio nel vagone di fronte. I due casertani, di 27 e 25 anni, sono accusati di aver massacrato di botte Maurizio Di Francescantonio.

Le immagini parlano da sole: la madre cerca di difendere il figlio ma la situazione è fuori controllo.

Da qui in poi il video diventa difficile da guardare, tanto sono crude le immagini. Madre e figlio si trovano vicino alle porte.

Sono attimi drammatici: Maurizio, rimanendo distante, sferra una pedata al ragazzo con il cappellino, ma nel frattempo il resto della banda si è avvicinato e un secondo ragazzo, testa rasata e canottiera nera, lo butta a terra colpendolo con violenti affondi. La stessa contestazione è mossa anche a Luigi Riccitiello e Antonio Senneca, che da una settimana sono nel carcere di Regina Coeli. Erano reduci da un rave party all'Eur, a Spazio Novecento. Il gip Ezio Damizia, parlando di "volontà omicida diretta", ieri ne ha convalidato l'arresto, rilevando il rischio di reiterazione del reato. Sono indagati per tentato omicidio così come il terzo membro della banda che però è riuscito a fuggire.