Per l'Indipendent l'accordo sulla Siria restituisce alla Russia lo status di superpotenza

Per l'Indipendent l'accordo sulla Siria restituisce alla Russia lo status di superpotenza

Da quando nella notte tra venerdì e sabato è stato annunciato l'accordo tra Usa e Russia per una tregua in Siria, i bombardamenti aerei contro zone in mano ai ribelli hanno provocato la morte di oltre cento persone.

Secondo i termini della tregua, subito dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco i lealisti dovranno aprire l'accesso a Castello Road, l'arteria principale di accesso ad Aleppo, per consentire il transito dei convogli umanitari delle Nazioni Unite e l'uscita degli abitanti che intendono abbandonare la città ormai semidistrutta.

Se il cessate il fuoco dovesse tenere tutta la settimana prossima, Stati Uniti e Russia potranno iniziare azoni militare congiunte contro l'Isis e il Fronte Fateh al-Sham, compreso il coordinamento di attacchi aerei nelle zone delimitate ma senza coinvolgervi le forze siriane.

È scattata ieri sera la tregua in Siria.

L'accordo tra Usa e Siria per la stabilizzazione della Siria è "una notizia particolarmente importante che salutiamo", ha affermato il premier Matteo Renzi all'inaugurazione della Fiera del Levante spiegando come l'accordo si era in qualche modo "intravisto" al G20 nello scambio tra i presidenti di Usa e Russia, Barack Obama e Vladiumir Putin. La tenuta della tregua ora si misura anche in chili: il peso è dato dalla quantità di medicine, cibo, beni di primo soccorso che riusciranno a penetrare una Siria sotto assedio. Molto dipenderà da cosa succederà sul campo, però, dove la solidità del cessate il fuoco è tutta da dimostrare. L'intesa, insomma, dovrebbe rappresentare un punto di svolta dopo cinque anni di guerra civile. Ma quali sono gli scenari che adesso si aprono, con questo accordo? L'Esercito della Conquista è la formazione militare più forte tra quelle che combattono Assad, seconda per capacità militari solo Stato Islamico, controlla la gran parte dei territori in mano ai ribelli inclusa una vasta fetta dei quartieri orientali di Aleppo. "Alcuni hanno scommesso sulle promesse di potenze straniere che si tradurranno in nulla". A confermare l'indiscrezione è una terza parte non coinvolta nel conflitto, ovvero il direttore dell'Osservatorio siriano sui diritti umani, Rami Abdel Rahman.

Fares al-Buyush, portavoce dell'ESL, ha detto ieri a Sky Arabia di "non ritenere che questa sarà una grande occasione di successo per la pace in Siria perché il regime di Bashar al Assad e la Russia non rispetteranno l'accordo".