Pensioni, Renzi: pensiamo a quattordicesima per minime

Pensioni, Renzi: pensiamo a quattordicesima per minime

Poi, l'impegno a sbloccare i contratti pubblici.

Roma - Più soldi alla fine del mese alle persone che percepiscono pensioni minime: è una delle misure della prossima legge di stabilità, come annunciato dal premier, Matteo Renzi, nel corso di Porta a Porta.

"Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un'inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata" ha continuato Renzi. Il ministro Giuliano Poletti e il sottosegretario Tommaso Nannicini sono a lavoro per trovare una modalità che consenta di avvantaggiare solo chi ne ha realmente bisogno e d evitare quanto verificato dall'Inps per cui: "Il 30% delle erogazioni complessive vadano ai primi due decili di reddito, misurato con l'Isee (quindi i più bassi) mentre il restante 70% è percepito da pensionati che si trovano nei decili superiori". C'è una misura del governo Prodi che era una sorta di quattordicesima per chi prende meno di 750 euro. "Penso anche che non sforeremo il 3 per cento". "Resteremo sul 2,3%-2,4%. È un fatto di credibilità e reputazione". Riguardo all'agomento Referendum Renzi alla domanda postagli in studio su cosa potrebbe accadere il 4 Ottobre qualora la Consulta bocciasse una parte della legge elettorale, risponde con fermezza: "Siamo pronti a cambiare l'Italicum se ci sono i numeri in Parlamento. È un esempio", ha spiegato. Importante sul totale delle risorse destinate al pacchetto previdenziale sarà il confronto tra il governo e i sindacati che chiedono che non sia inferiore a due miliardi di euro, che dovranno però coprire anche le misure destinate a chi in pensione ci deve ancora andare. Dessero a me 50 miliardi da dare ai cittadini o da ridurre le tasse, anche io avrei una crescita del 3%", ha sottolineato dopo avere ricordato: "quelli prima di noi hanno mangiato al ristorante e hanno lasciato da pagare. Poi la partita referendaria: "entro il 25 settembre fissiamo la data: a naso sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre" dice ribadendo di non aver cambiato idea sulle dimissioni in caso di sconfitta: "ma per non personalizzare non parlo piu' del mio futuro". Inoltre "Il bonus continuerà per gli insegnanti e i professori, sarà rinnovato: un piccolo contributo per formarsi". Ecco le sue parole, rilasciate a Il sole 24 ore: "Se si vuole davvero aiutare i pensionati poveri è bene guardare al loro reddito famigliare, non al solo reddito pensionistico individuale, come fa la 14esima che, proprio per questo, in 7 casi su 10 va a persone che povere non sono". Ci sono le condizioni perché si faccia e lo si faccia presto e con successo. "Se fai l'insegnante è giusto che lo Stato riconosca la tua funzione". "E io non lo lascio da pagare a figli e nipoti", ha attaccato Renzi. Lo ha reso noto il premier Matteo Renzi parlando da "Porta a Porta".

Conti pubblici - "Io dico che dobbiamo cambiare l'approccio economico europeo - aggiunge il premier -, ma dobbiamo dire che e' buonsenso non indebitare le future generazioni".