Palermo, sit-in al call center Almaviva contro i trasferimenti in Calabria

Palermo, sit-in al call center Almaviva contro i trasferimenti in Calabria

Almaviva, tornano a protestare i lavoratori.

Eppure aveva fatto ben sperare l'accordo di maggio che congelava i tremila esuberi, 1670 a Palermo.

"Una decisione che ci coglie di sorpresa e che è fuori da ogni logica".

Per la Slc "basterebbe spostare le telefonate da Rende a Palermo".

Una vera e propria doccia fredda per una parte dei 396 operatori impiegati nella commessa Enel, persa lo scorso dicembre dal colosso dei call center e ormai in scadenza.

Contemporaneamente al presidio, l'incontro con le Rsu convocate dall'azienda per questa mattina dalle 11. I dirigenti dell'azienda, da quanto si apprende, hanno consegnato le prime lettere, per effetto delle quali da metà ottobre partiranno i trasferimenti. Palazzotto, Sinistra Ecologia Libertà: "Quali garanzie il MISE intenda chiedere all'azienda per scongiurare che il trasferimento collettivo sia, nei fatti, una procedura di licenziamento mascherato? Che bisogno c'è di spostare fisicamente i lavoratori?".

Peraltro, prosegue in una nota il sindacalista, "avevamo già espresso preoccupazioni al ministero dello Sviluppo Economico per le conseguenze negative della perdita dell'appalto Enel, e la soluzione prospettata è inaccettabile, dato che Almaviva vuole imporre a lavoratori a part-time, quindi con stipendi bassi, di trasferirsi in un'altra regione affrontando costi, sia economici che personali, nettamente superiori ai guadagni". Stamani i lavoratori sono in assemblea nella sede di via Marcellini, giovedì in quella di via Cordova.