Nozze gay, ecco il primo sindaco obiettore

Nozze gay, ecco il primo sindaco obiettore

Purtroppo alcuni sindaci adducendo motivazioni etiche si stanno rifiutando di celebrare le nozze gay.

Un caso che sta facendo discutere anche perché, dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili da parte del Parlamento, numerosi sindaci si erano espressi contro, annunciando il loro rifiuto di unire in matrimonio persone dello stesso sesso, ma assicurando comunque il rispetto della legge attraverso l'istituto della delega.

"Non è una sfida - ha raccontato Ferrino - ma non ho intenzione di delegare nessuno". Come spiega a Repubblica: "Questa legge è un errore" e aggiunge: "Non vedo perché un sindaco debba essere obbligato a rispettarla andando contro i propri principi etici".

"Chiediamo dunque al Sindaco Ferrino di riflettere sulle sue affermazioni e di celebrare questa unione -conclude Francesca Puopolo- se il Sindaco si arroccherà sulle proprie posizioni, ci proponiamo di celebrare noi stessi l'unione civile". Questa possibilità, invece, non è stata introdotta dalla legge Cirinnà sulle unioni civili e tra l'altro non investe questioni di bioetica, ma atti amministrativi. Il primo cittadino si è rifiutato infatti di sposare due ragazzi.

A questo punto i due ragazzi dovrebbero andare altrove o chiedere al responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune, che può 'sposare' senza alcuna delega da parte del sindaco.

E' Serafino Ferrino, primo cittadino di Favria, un paesone di circa 5mila abitanti in provincia di Torino, il prio sindaco obiettore di coscienza sulle unioni civili. La sua giustificazione? La legge Cirinnàà va contro la sua etica. Troviamo imbarazzante che il Sindaco si celi dietro l'obiezione di coscienza, non trovando altro modo per impedire l'unione.