È morto Ermanno Rea, lo scrittore che raccontò il "Mistero napoletano"

È morto Ermanno Rea, lo scrittore che raccontò il

Ermanno Rea, giornalista e scrittore, è morto nella notte tra lunedì e martedì nella sua casa a Roma. A darne annuncio su Twitter è stato David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo.

MISTERO NAPOLETANO - Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un'indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de "l'Unità" e critico musicale.

Oltre alla prolifica attività di scrittore, Ermanno Rea ha lavorato come giornalista per numerosi quotidiani e settimanali.

Rea è stato attivissimo anche sul fronte politico, tanto da candidarsi nella lista Tsipras alle ultime elezioni europee. Visione che gli ha permesso di avvicinarsi alla stesura di ogni suo romanzo, partendo da casi reali, che donavano ai suoi scritti una veridicità unica nel suo genere.

La comunista. Due storie napoletane, Firenze-Milano, Giunti, 2012. Dal suo romanzo 'L'ultima lezione.

Fuochi fiammanti a un'hora di notte, Milano, Rizzoli, 1998. La solitudine di Federico Caffè, scomparso e mai più ritrovato (Einaudi, 1992), sulla scomparsa dell'economista Federico Caffè.

Uno degli intellettuali più lucidi del suo tempo, nel 2011 con Feltrinelli ha pubblicato "La fabbrica dell'obbedienza". Attualità di una vecchia sconfitta, dove l'autore racconta la storia di Guido Piegari, fondatore del gruppo Gramsci di Napoli, espulso dal PCI da Giorgio Amendola per le sue teorie in contrasto con la linea del partito. A ottobre Feltrinelli pubblicherà il suo ultimo romanzo, intitolato Nostalgia e ambientato nel Rione Sanità di Napoli.