Migranti, Unicef: nel mondo sono 50 milioni i bambini sradicati

Migranti, Unicef: nel mondo sono 50 milioni i bambini sradicati

Milioni si spostano nella speranza di un futuro migliore e una vita più sicura.

Gli ultimi dati sulla crisi dei bambini rifugiati e migranti dipingono una situazione preoccupante sulla condizione dei bambini sdradicati e delle loro famiglie che vivono in condizioni talmente difficili da preferire di affrontare ogni forma di pericolo durante il loro viaggio piuttosto che rimanere nei loro luoghi di origine.

Secondo il rapporto, i bambini rappresentano una quota "sproporzionata e crescente" di chi cerca rifugio fuori dal proprio Paese natale, sono infatti metà del totale dei profughi. Questi minori hanno presentato richiesta di asilo in 78 Paesi nel 2015. In proporzione alla propria popolazione è invece il Libano ad accogliere la comunità di profughi più grande, poiché in questo Paese una persona su cinque è un rifugiato.

Immagini indelebili di singoli bambini, come quella del corpo riverso sulla spiaggia del piccolo curdo Aylan affogato in mare o di Omran Daqneesh, stordito e con il volto insanguinato mentre era seduto in un'ambulanza dopo che la sua casa era stata distrutta, hanno scioccato il mondo, ha ricordato il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake. I bambini non accompagnati sono tra quelli più esposti a rischi di sfruttamento e abuso, compresa tratta e traffico di esseri umani. Si vuole puntare sulla formazione per consentire ai rifugiati di potersi integrare nei paesi che li accolgono. Uno dei fattori trainanti dello spostamento.

Dei 28 milioni di minori in fuga dai conflitti, 10 milioni sono rifugiati, un milione sono richiedenti in attesa di asilo, e circa 17 milioni sono sfollati all'interno dei confini del loro stesso Paese, in disperato bisogno di assistenza umanitaria e accesso ai servizi critici.

I minori fuggiti dalle loro case sono facilmente vittime di xenofobia e hanno cinque volte maggior probabilita' di non frequentare la scuola rispetto ai loro coetanei, nota l'Unicef. E quando vi hanno accesso, la scuola diventa il luogo dove ha più probabilità di essere discriminato o vittima di bullismo. Fuori dalle scuole, ostacoli giuridici impediscono ai bambini rifugiati e migranti di ricevere uguale accesso ai servizi rispetto ai bambini nati nel paese in cui si trovano. "Che prezzo pagheremo noi tutti se non garantiamo a questi giovani un'istruzione e l'opportunità di vivere un'infanzia normale? Se non potranno farlo, non solo per loro non ci sarà futuro, ma anche le loro società perderanno delle possibilità", ha continuato Lake. Un'analisi dell'impatto dell'immigrazione nei paesi di arrivo ha fatto emergere che gli immigrati danno alla società che li ospitano con le tasse più di quanto ricevono, riempiono dei vuoti nel mercato del lavoro e contribuiscono alla crescita economica e all'innovazione dei paesi in cui arrivano.