Mattarella inaugura nuovo anno: la scuola è questione nazionale

Mattarella inaugura nuovo anno: la scuola è questione nazionale

E' segno di incapacità di misurarsi con chi è forte.

"Come ogni altro settore chiave di una nazione, la scuola ha bisogno di leggi, di riforme e di risorse, di amministrazione attenta ed efficiente", tuttavia "occorre che ogni sforzo messo in campo venga sorretto e accompagnato dai comportamenti concretamente messi in atto da tutti i suoi protagonisti".

E ai ragazzi presenti, Mattarella ha voluto di parlare e mettere in guardia a proposito del fenomeno del bullismo: "La lotta contro il bullismo diventa davvero efficace quando i testimonial di essa siete voi stessi, cari ragazzi. E' un'offesa a quell'ampio moto di solidarietà che si è sviluppato in tutta Italia" ha affermato il presidente della Repubblica.

In considerazione dell'articolata progettualità e dei risultati conseguiti dagli alunni in competizioni e concorsi nazionali, l' IC "Centro" è stato selezionato dall'USR per le Marche fra le 5 scuole partecipanti alla cerimonia ufficiale di inaugurazione dell'anno scolastico 2016/2017,"Tutti a Scuola", in programma a Sondrio, venerdì 30 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Ministra dell'Istruzione Stefania Giannini, di alte cariche dello Stato e di altre personalità.

"Non fatevi trascinare -ha proseguito il Capo dello Stato- ma, resistete e reagite all'arroganza".

"Dobbiamo costantemente tendere al meglio senza accontentarci di quello che abbiamo: la scuola italiana ha alcune carenze e problemi da superare, come quello della sicurezza e della adeguata qualità degli edifici e delle aule. Vincerete voi questa sfida". "E' un problema sociale e culturale di vaste proporzioni - ha detto - la cui risoluzione non può essere posta esclusivamente sulle spalle della scuola, anche se la scuola è, talvolta, luogo privilegiato di questi veri e propri atteggiamenti di prepotenza e di violenza, psicologica e fisica". "Un'azione congiunta, capace non soltanto di reprimere ma, soprattutto, di prevenire, con una vera e propria campagna educativa che arrivi al cuore e alla mente dei giovani". Non possiamo lasciarli soli nell'ingresso in quel mondo, farli catturare dall'iperconnessione e dalla massificazione che questa, alle volte, potrebbe produrre. Per Mattarella "la scuola deve saper portare la propria etica civile nella realtà della comunicazione immediata e globale, quella nella quale vivono i suoi studenti" e soprattutto "portare cultura e valori nel web e nei social - conclude - questo è un orizzonte a cui la scuola deve saper guardare".