Marina:tangenti,altro arresto a Taranto

Marina:tangenti,altro arresto a Taranto

E' la prima donna militare che in Italia finisce in manette per ragioni inerenti al suo ruolo.

Nuova misura restrittiva nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti della Marina Militare che nei giorni scorsi ha portato all'arresto del capitano di vascello Giovanni Di Guardo, direttore di Maricommi, e dell'imprenditore Vincenzo Pastore.

A portare alla luce la "tangentopoli" militare denominata "il sistema del 10%" fu la denuncia dell'amministratore unico di una società, la "Le.De.", affidataria del servizio di ritiro e trattamento delle acque di sentina delle unità navali all'ancora nelle basi navali di Taranto e Brindisi.

Di Guardo era stato bloccato per strada dai finanzieri dopo aver ricevuto dall'imprenditore una busta contenente 2.500 euro. Il Giudice per le indagini preliminari, Valeria Ingenito, ha convalidato l'arresto eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto.

Mola, responsabile del settore contratti di Maricommi, è accusata di concorso in corruzione aggravata e turbativa d'asta.

A casa dell'ufficiale i baschi verdi hanno trovati altri 2.500 euro in banconote da 50, che ritengono parte della tangente pagata da Pastore per aggiudicarsi la commessa milionaria ma ci sarebbe un altro incontro di luglio, monitorato dai militari, durante il quale sarebbero stati consegnati circa 10mila euro. La base di Maricommi a Taranto è già stata teatro di clamorosi arresti in flagranza. La Marina "auspica che si faccia chiarezza al più presto", rinnovando "totale fiducia nella magistratura". L'intervento dello Stato ha quindi scongiurato il compimento di ulteriori reati che avrebbero portato a maggior nocumento per la pubblica amministrazione.