M5s: cancellare l'Italicum, sì al proporzionale

M5s: cancellare l'Italicum, sì al proporzionale

A gennaio l'esame di legittimità dell'Italicum Il dibattito sulle mozioni parlamentari per la modifica dell'Italicum arriva all'indomani della decisione, in parte attesa, del presidente della Corte Costituzionale di disporre il rinvio "a nuovo ruolo" dell'udienza pubblica di martedì 4 ottobre - fissata da mesi - dedicata all'esame della legittimità costituzionale della nuova legge elettorale. Il Movimento 5 Stele conferma il proprio no all'Italicum - che per i grillini "va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale" - e avanza la propria proposta che "favorisce l'aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l'omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni". Che cancellano l'Italicum. Sette le firme in calce al documento: sono quelle degli onorevoli Dieni, Cecconi, Cozzolino, Dadone, D'Ambrosio, Nuti e Toninelli. "Non ci piace l'Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perche' a noi sta di piu' a cuore l'interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato". Oggi a Montecitorio il M5s ha depositato una mozione che impegna la Camera ad "approvare in tempi rapidi una nuova legge elettorale con formula proporzionale in circoscrizioni medio-piccole e preferenze". Il modello proposto dal M5S prevede anche 'modalita' di espressione della preferenza da parte degli elettori'. Secondo il gruppo Pd, infatti, la mozione di Si-Sel è "sbagliata" perché si sostituisce al giudizio della Consulta.

L'Italicum è una legge elettorale di tipo proporzionale con un forte premio di maggioranza. Porcellum e dal c.d. Legge in vigore da maggio 2015 ma come noto applicabile solo dal 1° luglio scorso e unicamente alla Camera dei deputati, la sola a sopravvivere del sistema bicamerale se la riforma costituzionale promossa da Renzi dovesse superare il voto del prossimo referendum confermativo. Sorti che rientrano pienamente, e senza la spada di Damocle della Consulta, nelle mani del Parlamento e delle forze politiche.

Il Movimento 5 stelle ha nostalgia del proporzionale e lo propone ufficialmente in salsa spagnola, cioè con la previsione di circoscrizioni elettorali di dimensioni limitate, disegnate per limitare l'influenza dei partiti minori. La governabilità ottenuta con il premio di maggioranza, infatti, per il M5s sarebbe "artificiale e instabile", perché "si fonda sull'illusione che investendo del potere una sola persona tutti i problemi siano sol per questo risolti. Mentre la governabilità costruita dal basso produce decisioni stabili, la governabilità imposta dall'alto produce decisioni immediate ma precarie, poiché le leggi sono il frutto di decisioni solitarie di Governi appoggiati da un Parlamento privo di forza di rappresentanza reale".

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