Libia: 300 tra medici e parà nella missione Italia anti-Isis

Libia: 300 tra medici e parà nella missione Italia anti-Isis

Libia: missione italiana pronta a partire per Misurata. La cosiddetta 'mezzaluna Petrolifera' e' infatti caduta nelle mani del generale Khalifa Haftar, legato al parlamento di Tobruk, la citta' dell'est che ancora non ha dato la fiducia al governo di Tripoli sostenuto all'onu e dalla comunita' internazionale.

A confermare la decisione del governo italiano - anticipata dal quotidiano 'La Repubblica' - di trasferire nell'area dell'aeroporto di misurata un ospedale da campo e' stato il Ministro della difesa Roberta Pinotti spiegando che finora l'Iitalia ha "curato i feriti libici nei nostri ospedali o inviando medicine", ma adesso l'intervento "lo faremo li'".

"Tuttavia, quel che ci si domanda - aggiungono - è quale sia la copertura politica, ovvero a quale titolo l'esecutivo sceglie deliberatamente di inviare, con la solita scusa della missione umanitaria, 200 parà in un Paese che da 5 anni è coinvolto in una vera e propria guerra civile, esplosa proprio dopo l'intervento Nato del 2011, a cui sempre l'Italia prese parte. Ora hanno bisogno che l'Italia dia loro una mano lì perché dobbiamo poter curare questi valorosi combattenti contro il terrorismo e contro l'Isis".

La Libia più che con i terroristi dello Stato Islamico deve fare i conti con le fazioni interne.

L'Italia aprirà un ospedale in Libia, su richiesta del governo di unità nazionale, e invierà sul posto 300 tra medici, infermieri e militari, ha detto oggi una fonte governativa.

Domenica mattina Haftar dà il via all'operazione nella Mezzaluna Fertile, storica regione del Medio Oriente, e riconquista due dei tre principali porti petroliferi (Ras Lanuf e Sidra), che riforniscono più della metà della produzione del petrolio libico. Mentre il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, si è detto molto preoccupato: "Sarebbe una scelta saggia evitare di entrare in un teatro tutt'altro che stabilizzato come la Libia, senza un chiaro indirizzo strategico". E Serraj ha annunciato la controffensiva, precisando che "tutte le unità militari" saranno chiamate a far fronte all'aggressione.

L'Occidente chiede al generale Haftar, che controlla Bengasi e l'Est della Libia, di ritirare le sue milizie dai siti petroliferi recentemente sottratti alle forze del governo libico di unità di Al Sarraj, riconosciuto internazionalmente.