La Procura chiede il rito immediato per 4 marocchini

La Procura chiede il rito immediato per 4 marocchini

Sono Abderrahim Moutaharrik il marocchino campione di boxe thailandese che viveva a Lecco, sua moglie Salma, Abderrahmane Khachia, 23 anni, anch'egli marocchino, residente in provincia di Varese e Wafa Koraichi, 24 anni, sorella di un marocchino che con la moglie italiana e i 3 figli si troverebbero in Siria.

Milano, 19 set. (askanews) - Rischiano di finire sotto processo bypassando la fase di udienza preliminare i quattro presunti jiadisti marocchini arrestati lo scorso 28 aprile tra Lombardia e Piemonte. Moutaharrik, marocchino residente a Lecco e campione di kickboxing, era stato il destinatario perfino di un poema, il cosiddetto "poema-bomba".

Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani, Moutaharrik avrebbe ricevuto un ordine direttamente dal Califfato, lo scorso aprile, con un messaggio in "arabo classico" inviato sul suo cellulare tramite Whatsapp per commettere un attentato. Tra gli obiettivi possibili, aveva individuato il Vaticano o l'ambasciata di Israele nella Capitale. "Taharrik" e la moglie sarebbero stati pronti ad arruolarsi nell'Isis e secondo gli investigatori erano prossimi alla partenza per la Siria dove avrebbero portato anche i figli.

"Vedendo le immagini dei bambini martoriati volevo andare in Siria ad aiutare la popolazione e non arruolarmi nell'esercito dell'Isis", ha detto Moutaharrik, lo scorso 2 maggio, cercando di difendersi nell'interrogatorio di garanzia.

Potrebbero essere terroristi affiliati all'Isis, la Procura di Milano chiede il processo con rito immediato.