Isis: ucciso Muhammad al-Adnani, la "voce" del Califfato

Lo riferisce la tv panaraba Al Jazeera.

L'agenzia Amaq ha riferito che al-Adnani sarebbe stato ucciso durante alcune operazioni militari ad Aleppo, ma non ha fornito ulteriori particolari sull'accaduto.

L'Isis ha comunque promesso vendetta per la sua morte: "Allah - si legge nel comunicato - ha detto: 'Se una ferita vi coglie, una ferita simile ha già colto i vostri nemici". A darne notizia l'agenzia di Stampa dello Stato Islamico A'maq. A lui, come capo della propaganda, si deve l'annuncio nel giugno del 2014 della fondazione dello Stato islamico gerarchizzato in un Califfato in Siria e Iraq, che proiettò in avanti il gruppo combattente Isis, uscito come una costola da Al Qaeda: da milizia e gruppo terroristico a entità politica, embrione di stato, in grado di governare un territorio che, come una terra promessa, attirasse aspiranti jihadisti da tutto il mondo.

Abu Mohammad al-Adnani sarebbe stato ucciso.

Il ministero della Difesa russo ha detto che i suoi Su-34 caccia-bombardieri hanno ucciso fino a 40 militanti nei raid nel sud di Aleppo, ieri. Oltre a essere il portavoce del Califfato, era anche capo delll'Amni, il servizio di intelligence che si occupa di organizzare gli attentati all'estero. La morte di al-Adnani è stata confermata dal gruppo jihadista.

Era stato lui con un messaggio lanciato pochi giorni prima delle stragi di Orlando, Parigi, Nizza, Ansbach e Rouen ad aver ispirato l'ultima ondata di attacchi contro "gli infedeli" in Occidente: "Monoteisti, ovunque siate cosa farete per aiutare i vostri fratelli dello Stato Islamico, attaccati da tutte le nazioni?"

A causa di quel video sulla testa di Adnani pendeva una taglia di cinque milioni di dollari, offerti dagli Stati Uniti, e il suo nome compariva nell'elenco degli obbiettivi della campagna di bombardamenti in Iraq e in Siria guidata dagli Usa. I dati sono frutto di interviste esclusive, fotografie e ricerche.