Inchiesta su Asl 3 Napoli: 6,3 mln di danni allo Stato

Inchiesta su Asl 3 Napoli: 6,3 mln di danni allo Stato

I centri diagnostici coinvolti sono il 'Plinio' di Ercolano e Portici, e il 'Silvia' di Ercolano.

È di 6.3 milioni di euro il danno erariale quantificato dai finanzieri e dai magistrati della Corte dei conti della Campania, sei le persone coinvolte nelle indagini che riguardano l'Asl Napoli 3 Sud. 26 della Legge 833/78), mentre per le prestazioni specialistiche di altra natura (fisiokinesiterapia, specialistiche varie etc.) le tariffe vengono stabilite su base nazionale, a cura del Ministero della Salute, in relazione ai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali.

L'ipotesi investigativa ruota intorno ad "adeguamenti tariffari" ottenuti dal 2013 dai centri convenzionati per cure riabilitative erogate fino al 2010: cure che però non rientravano nelle convenzioni che quei centri avevano con l'Asl.

Le indagini sono condotte dai sostituti procuratori Ferruccio Capalbo e Francesco Vitiello. In alcuni casi sono emersi anche doppi pagamenti di fatture. Questa mattina sono stati firmati un decreto di sequestro e sei inviti a dedurre. Felice Maiorana, dirigente del distretto 55 dell'Asl Napoli 3 Sud per un danno da un milione di euro; Chiara Di Biase, avvocato e direttore del servizio affari legali dell'Asl per un danno da 859mila euro; e infine i due proprietari dei tre centri diagnostici finiti nel mirino: Antonio Mancino, rappresentante legale del centro di terapia fisica "Silvia" di Portici, e Pasquale Esposito rappresentate legale del centro diagnostico "Plinio" di Portici e di Ercolano al quale è stato disposto anche il sequestro di 1.350mila euro.

Maurizio D'Amora, direttore generale dell'Asl Napoli 3 Sud, che ha ricevuto un invito a dedurre per un danno da 150mila euro.