Il pc si vende col software

La vendita di un computer provvisto di applicativi preinstallati non costituisce una pratica commerciale scorretta.

E' certamente questo il caso che si è concluso proprio in questi giorni con una sentenza pubblicata dalla Corte di Giustizia Europea, che ha ufficializzato una decisione che di certo si rivelerà positiva per tutti quei produttori di Personal Computer che vendono i propri sistemi con software già installati per incontrare le esigenze di un'ampia fetta di pubblico.

La vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati non costituisce di per sé una pratica commerciale sleale. Allora il cittadino francese Vincent Deroo-Blanquart comprò un computer portatile di marca Sony provvisto di sistema operativo Microsoft Windows Vista e le relative applicazioni. Al momento di rendere il computer funzionante, però, il signor Deroo-Blanquart non ha voluto sottoscrivere il "Contratto di Licenza Utente Finale" (CLUF) del sistema operativo ed ha perciò preteso alla Sony che gli venisse rimborsata una parte del prezzo di acquisto pari al costo dei programmi informatici preinstallati. C'è, infatti, una direttiva dell'Unione, la 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2005, che vieta le pratiche commerciali che falsano il comportamento economico dei consumatori, se si mettono in atto pratiche commerciali ingannevoli e aggressive. Deroo-Blanquart, a fine 2008, una volta avviato il Sony Vaio acquistato non aveva accettato le condizioni di licenza d'uso e aveva richiesto al produttore un rimborso di 450 euro a fronte del software installato e di 2.500 euro per il danno derivante da pratiche commerciali sleali. Alla decisione della Corte di Giustizia Europea ha contribuito anche il fatto che, in base alle informazioni presentate nel corso del processo, Sony aveva proposto all'acquirente di ricevere un completo rimborso per l'acquisto effettuato, ma l'uomo aveva rifiutato. Spetterà ora al giudice nazionale valutare il caso, "tenendo in considerazione le circostanze specifiche del caso stesso".

La questione posta all'attenzione dei giudici unionali era quella di un consumatore francese che aveva acquistato un computer portatile provvisto di programmi informatici preinstallati. Inoltre, la Corte afferma che la mancata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi preinstallati non è così rilevante da diventare, in caso di omissione, pratica ingannevole perché non altera sensibilmente il comportamento di chi compra.