I suoi genitori rifiutano la chemio, muore una giovane 18enne

I suoi genitori rifiutano la chemio, muore una giovane 18enne

In una nota inviata alla redazione, l'Ente ospedaliero cantonale conferma che Eleonora Bottaro, la 18enne di Padova morta dopo aver rifiutato di sottoporsi a chemioterapia, "è stata ricoverata presso il Servizio di emato-oncologia pediatrica dell'Ospedale San Giovanni di Bellinzona".

La ragazza, residente a Bagnoli (Padova), studentessa dell'istituto agrario, era stata colpita dalla malattia all'inizio di quest'anno. Stando a ciò che scrive "Il Mattino di Padova", i genitori avrebbero perso la patria potestà su decisione del Tribunale.

È forse questa la fase più triste di tutta la vicenda, con i giudici che sentiti i pareri dei sanitari avevano tolto da qualche mese la patria potestà ai genitori, genitori che continuavano a rifiutare le cure chemioterapiche tradizionali. "Era andata in Svizzera - ha spiegato l'uomo - per sfuggire alla minaccia del tribunale dei minori e dei medici che volevano sottoporla coattivamente a quel tipo di trattamento". L'hanno assillata, tediata, è stata violentata da quegli 'esperti' che non le davano tregua. Quelle cure, a base di cortisone e vitamina C, che inizialmente sembravano aver portato giovamento. La famiglia Bottaro segue la filosofia di un ex dottore tedesco, Ryke Geerd Hamer, che sostiene come le malattia siano causate da profondi traumi psicologici, che non possono essere curati con farmaci e terapie della medicina tradizionale. I medici avevano consigliato cicli di chemioterapia, ma i genitori si erano rifiutati. "Sembrava che dopo le cure in Svizzera si fosse ripresa" racconta ancora l'avvocato.

Lino Bottaro, infatti, è un giornalista e fotografo, creatore del sito "Stampa Libera", particolarmente attivo (ora è chiuso) nella difesa delle medicine alterative, più volte citato dagli antivaccinisti che propagandano tesi secondo le quali i vaccini causano il cancro e via dicendo. "E l'ha fatto perché aveva visto morire una sua cara amica, con la quale condivideva la classe e il gruppo scout" dichiara il papà di Eleonora, assicurando che la ragazzina ha fatto una scelta consapevole, dettata dalla maturità di chi ha già affrontato la morte di due persone care (appunto, amica e fratello). L'ultimo ricorso presentato è stato quello in cui si chiedevano dosi massicce di vitamina C. Poi è arrivata la morte. Biondi non se la sente di bollare come "assassini" i genitori di Eleonora Bottaro: "Francamente l'utilizzo della parola 'assassini' - data la mia esperienza di incontro quotidiano con i genitori dei piccoli malati - non mi sfiora neanche".