I soldi di "Calabria verde" utilizzati per ristrutturare la casa di Furgiuele

I soldi di

-Carcere per Paolo Furgiuele (ex direttore generale) e Alfredo Allevato (dirigente terzo settore). Interdizione dai pubblici uffici, invece, per il dirigente Antonio Errigo. Carmelo Gallo. L'inchiesta che ha colpito Calabria Verde era legata all'iter relativo alla gara per l'acquisto con 32 milioni di euro di fondi comunitari di mezzi speciali per il dissesto idrogeologico e contro gli incendi boschivi. Per Mellace sono stati disposti gli arresti domiciliari. La ricostruzione degli inquirenti rileva inoltre come all'interno della società "Calabria Verde" fossero presenti numerosi professionisti, almeno 18, idonei a svolgere l'incarico in questione.

Legambiente Calabria chiede alla Magistratura, visto che gli appelli alla classe politica rimangono senza risposte, di continuare in questa opera di bonifica che deve arrivare alle radici profonde di un sistema malato, corrotto e in mano a faccendieri e politicanti da strapazzo che hanno sperperato soldi pubblici e minato persino l'etica e l'immagine di tanti e onesti lavoratori che pagano una cattiva gestione non per loro responsabilità. "Un incarico affidato senza alcuna effettiva valutazione tecnica relativa alle competenze del professionista e omettendo di rilevare il difetto di titolo di "dott. agronomo", come tale abilitante allo svolgimento dell'incarico affidatogli". Mangone non risultava infatti iscritto all'albo degli "Agronomi e forestali" ma riceveva "sine titulo" un compenso di 17mila euro espletando "del tutto inadeguatamente" l'attività. Obbligo di dimora, infine, per l'agrotecnico Gennarino Magnone, consulente esterno. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri illustrando i risultati dell'inchiesta su Calabria Verde. Secondo il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, c'è stato "un danno per le casse regionali da circa 80 milioni di euro che difficilmente potrà essere risanato in qualche maniera".