Fine del roaming in Europa, ecco le regole anti-furbetto

Fine del roaming in Europa, ecco le regole anti-furbetto

"Le condizioni di utilizzo della propria tariffa all'estero sono estremamente limitative per i consumatori e lesive della concorrenza del mercato - dichiara Roberto Tascini, Presidente dell'Adoc - a tutto vantaggio dei singoli operatori, che potranno sfruttare la nuova normativa per il lancio di offerte ad hoc, come già avviene oggi".

Dall'inizio del 2017 il roaming, ossia la tariffa che pesava come un macigno per tutte le telefonate dall'estero verso l'Italia, dovrebbe sparire definitivamente anche se in realtà come dimostrano le ultime anticipazioni di tecnologia in arrivo dalla Commissione dell'Unione Europea non sarà veramente così fino in fondo. Innanzitutto, agli utenti sarà possibile utilizzare il roaming almeno per 90 giorni all'anno. Prevista una specifica salvaguardia per i lavoratori frontalieri che si collegano ogni giorno dall'estero: non sarebbe questo un roaming anomalo permanente. Per quanto concerne i pacchetti aperti per telefoni cellulari (quelli cioè con volumi illimitati o molto elevati), i clienti in roaming dovrebbero poter consumare alla tariffa nazionale almeno il volume medio consumato dagli utenti sottoscrittori del pacchetto. La Commissione Europea, fin dal 2007, è intervenuta in materia con l'obiettivo di una piena attuazione del principio "Roam like at home", che prevede l'applicazione della tariffa nazionale per il traffico voce, sms e dati, generato in ogni Paese dell'Unione Europea, senza alcun sovrapprezzo.

La Commissione UE ha pubblicato la prima bozza di norme per stabilire quando l'utente sfrutta il roaming gratuito in modo regolare e quando invece cerca di fare il furbetto. L'obiettivo è di evitare, per esempio, che gli utenti possano acquistare la SIM in un paese europeo dove le tariffe costano di meno per utilizzarla senza limiti all'interno di un altro paese. Queste proposte per essere definitivamente adottate da Bruxelles (la data limite è il 15 dicembre), dovranno ricevere l'ok degli Stati membri dopo una consultazione con i regolatori tlc Ue del Berec.