Favria: sindaco rifiuta nozze gay e chiede obiezione di coscienza

Favria: sindaco rifiuta nozze gay e chiede obiezione di coscienza

Il sindaco si rifiuta di celebrare delle nozze gay. Serafino Ferrino, classe 1948, primo cittadino di Favria ha annunciato che non solo non celebrerà l'unione civile tra due ragazzi del paese che hanno avanzato la richiesta, ma che non delegherà nemmeno un consigliere che possa assolvere al compito.

"Non è una sfida - ha raccontato Ferrino - ma non ho intenzione di delegare nessuno". Ovviamente le polemiche a seguito di questa scelta non mancano, con il Coordinamento Torino Pride che ritiene "gravissima la presa di posizione del sindaco di Favria che, sulla base di pretestuose questioni 'di principio' viola in modo palese la legge e i diritti dei suoi concittadini e delle sue cittadine omosessuali".

Ai due ragazzi è stata proposta la celebrazione del matrimonio da parte del responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune: il funzionario, infatti, può celebrare senza la delega del sindaco. Questa legge è un errore e non vedo perché un sindaco debba essere obbligato a rispettarla andando contro i propri principi etici. Non dovessero accettare, i futuri 'sposi' dovranno trovarsi un'altra sede per coronare il loro sogno. "La legge non prevede la possibilita' di obiezione di coscienza, al contrario in caso di rifiuto di celebrare l'unione ci si puo' appellare ai principi del nostro ordinamento giuridico, come quelle che puniscono l'omissione o il rifiuto di atti d'ufficio da parte di un pubblico ufficiale", ha detto la presidente di Arcigay Torino, Francesca Puopolo. La società cambia e con essa nascono nuove famiglie, che hanno la stessa dignità a prescindere dalla loro composizione; chi si oppone idealmente al riconoscimento di tali famiglie è fuori dalla storia. "Se si arroccherà sulle proprie posizioni, ci proponiamo di celebrare noi stessi l'unione civile" conclude. "Chiediamo dunque al sindaco di riflettere sulle sue affermazioni e celebrare questa unione".