Economia Italia: Exor emigra in Olanda

Gli azionisti hanno deliberato sul progetto di fusione transfrontaliera per incorporazione di Exor nella società di diritto olandese Exor Holding Nv. La società controlla Fca, Cnh Industrial e Ferrari."Abbiamo visto le attività delle nostre società prosperare in Italia da quando si sono domiciliate in Olanda" ha sottolineato il presidente di Exor, John Elkann, durante l'assemblea degli azionisti.

L'obiettivo è la semplificazione dell'organizzazione societaria e l'allineamento con quella dei principali investimenti.

Verrà inoltre introdotto un nuovo meccanismo di fidelizzazione, volto a premiare gli azionisti di lungo termine: per ogni azione ordinaria Exor NV posseduta per un periodo di 5 anni, gli azionisti riceveranno, alla fine di tale periodo, 5 diritti di voto, e per ogni azione ordinaria Exor NV detenuta per un periodo complessivo di 10 anni, avranno diritto a 10 diritti di voto.

La sede legale di Exor sarà trasferita dall'Italia all'Olanda. Il produttore della Corea del Sud è particolarmente interessato all' illuminazione di Magneti Marelli, ma anche al suo car entertainment e al business della telematica, così come ha rivelato la fonte che ha chiesto di non essere identificato, perché le discussioni sono private.

Fca ha in corso alcuni colloqui su Magneti Marelli, finalizzati al rafforzamento industriale della società di componentistica.

Leggi anche: Fiat vende Magneti Marelli a Samsung? Non abbiamo scelto un mercato ma un paese che storicamente è aperto al mondo. E' un grande errore dare un valore simbolico a questa operazione ed estrapolare storie fantasiose. La sede legale in Olanda e un gruppo diversificato a livello internazionale - ha continuato Elkann - non significheranno un disimpegno dall'Italia: "Se uno va a vedere quanto è stato fatto dalle nostre attività in Italia, si osserva come queste si siano notevolmente rafforzate", dagli stabilimenti italiani di Fca e Cnh passando per la Juventus e l'editoria con l'operazione Stampa-Repubblica.

Gli Agnelli - come ricorda un articolo del Giornale - sono solo una delle tante famiglie di imprenditori italiani che, nel corso degli anni, hanno guardato oltreconfine.