Diplomati e laureati: per loro il posto fisso resta una chimera

Diplomati e laureati: per loro il posto fisso resta una chimera

Un dato preoccupante riguarda le prospettive di vita: a quattro anni dal diploma, otto su dieci vivono ancora in famiglia.

Trovare lavoro, per i diplomati, è più difficile al Sud, dove i diplomati del 2011 che hanno un impiego sono il 37%. Nel 2015 il 48,3% dei diplomati è impegnato nel percorso universitario (era il 50% nel 2011), solo sette su 100 hanno già conseguito una laurea di primo livello e scelto di non proseguire gli studi. Ma se volete avere la certezza (o quasi) di un contratto il consiglio è di specializzarvi nel settore Difesa e Sicurezza, un area che si è molto rinnovata ed è diventata cruciale per i servizi di Intelligence, nella lotta al terrorismo, nella cyber-sicurezza; tanto è vero che il 99,4% dei laureati trova subito lavoro. "Critica è anche la situazione dei laureati di primo livello nel gruppo Psicologico (54,4% di occupati) e dei laureati di secondo livello nel gruppo Giuridico (67,6%)" si conclude infine. I laureati dei corsi di II livello a ciclo unico con un'occupazione sono, invece, l'80,3%.

"L'inserimento nel mercato del lavoro è più difficile per i laureati, sia di primo che di secondo livello, nei gruppi Letterario (lavora il 61,7% dei laureati di I livello e il 73,4% di quelli di II livello) e Geo-biologico (58,6% dei laureati di I livello e 76,5% di II livello)". - A quattro anni dalla laurea, chi ha preso il titolo di base è in più della metà dei casi ancora precario.

Fra i laureati di primo livello, oltre uno su due (52,8%) lavora a tempo determinato oppure con contratti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione d'opera occasionale o con borse di studio o lavoro. "I laureati di II livello che provengono dai gruppi Difesa e sicurezza, Medico e Ingegneria percepiscono anche retribuzioni mediane mensili più elevate (superiori a 1.600 euro)". Secondo le stime dell'Istat, riportate dal quotidiano romano, la quota di diplomati che ha conseguito il titolo nel 2011 e quelli che lavorano nel 2015 è scesa al 43,5 per cento, rispetto alla condizione lavorativa nel 2011 dei diplomati del 2007 che era fissa al 45,7 per cento. Sicuramente meglio di chi si è fermato al diploma, cercando subito lavoro: solo 1 su 4 (il 25,3%) ha un contratto a tempo indeterminato, l'11,5% è lavoratore autonomo, il restante 63,2% si deve invece accontentare di occupazioni non stabili. Ad avere la peggio sono gli uomini, dice l'Istat, che nel 2015 risultano occupati nel 46,8 % dei casi rispetto al 51,2 del 2011, mentre rimane stabile al 40,4 la quota di diplomate lavoratrici.

"Riguardo alla scelta della facoltà, i gruppi di laurea più scelti sono quello economico-statistico, verso il quale si rivolge il 14,5% degli immatricolati, seguito da quello medico (13,8%) e da Ingegneria (13,1%)". In particolare, il 33,8% ha un contratto a tempo determinato, l'8,7% è lavora come dipendente senza contratto, il 13,8% ha un contratto a progetto, di prestazione d'opera, voucher o una borsa di studio/lavoro e il 6,9% svolge attività formativa retribuita.