Da sonda Rosetta le prime immagini ravvicinate della cometa

Da sonda Rosetta le prime immagini ravvicinate della cometa

Roma - Costata un miliardo di euro e dal peso di tre tonnellate, la sonda Rosetta giunge al termine della sua missione dopo piu' di 12 anni di servizio. Alle 12,38 l'Agenzia spaziale europea deve farla cadere sull'oggetto di cui in questi anni ha raccolto preziose informazioni, specialmente sulla presenza di acqua e aminoacidi nel corpo celeste. Per i risultati tecnologici e scientifici.

Gli operatori a terra dell'Esa, che sono a Darmstadt in Germania, hanno inserito ieri i parametri di rotta perché la sonda possa puntare contro quella palla di ghiaccio e polvere dal diametro di 4 km. "Quello che stiamo facendo ora tecnicamente e' molto piu' ambizioso rispetto a quando siamo atterrati con Philae".

Quasi otto miliardi i chilometri macinati e un numero incredibile di record sbaragliati: la prima sonda a inseguire una cometa lungo la sua traiettoria, la prima ad inserirsi in orbita attorno a un nucleo cometario, la prima a far scendere un lander sulla superficie di una cometa e ad analizzare da vicino le trasformazioni subite dal nucleo in prossimità del Sole. Era finito in una specie di crepaccio, un luogo troppo buio per alimentare i pannelli solari. La spinta verrà dall'accensione dei razzi a oltre dieci ore dall'inizio della caduta, quando "la sonda si troverà alla distanza di circa 20 chilometri dalla cometa", ha spiegato il direttore delle operazioni spaziali della missione, Paolo Ferri.

In questi anni di lavoro nello spazio, Rosetta ha fornito "molti indizi importanti per gli scienziati, indizi -rileva l'Esa- da mettere insieme per risolvere le questioni chiave in materia di origine ed evoluzione della cometa, il suo posto nel sistema solare primordiale e il possibile ruolo delle comete nel trasportare ingredienti considerati cruciali per la comparsa della vita sulla Terra, tra cui acqua e materiali organici". Il contributo italiano ha visto in prima fila la planetologa Angioletta Coradini, deceduta nel 2011. Mai prima d'ora una cometa era stata fotografata a una distanza così piccola. Con una rocambolesca discesa finale, senza più propulsori a frenare la caduta, Rosetta atterrerà sulla "sua" 67P, seguendo le orme del lander Philae. Che però non è mai entrato in funzione in assenza di un ancoraggio sicuro. Superare quella soglia significherà esplorare qualcosa di completamente sconosciuto: "Non esistono misure relative al tipo di gas e polveri che si trovano in prossimità della superficie di una cometa", ha detto Ferri. "Non sappiamo se ci riusciremo, ma questo è il nostro l'obiettivo". E fosforo, ingrediente chiave della doppia elica e delle membrane cellulari. Tornerà tra circa sei anni e mezzo portando con sé Rosetta e Philae ormai spenti e inservibili. Anzi, la più emozionante secondo noi.