Consulta rinvia decisione su Italicum a dopo referendum

Consulta rinvia decisione su Italicum a dopo referendum

Posticipare la decisione sull'Italicum, infine, è una mossa che la Corte prende anche rispetto al referendum costituzionale: legge elettorale e riforme sono strettamente collegate, e una decisione della Consulta sulla legge elettorale avrebbe potuto favorire uno dei due fronti referendari. Il rinvio è avvenuto senza attendere l'udienza fissata per il 4 ottobre, ma con 15 giorni d'anticipo, per non interferire con la discussione politica che si è aperta sulle eventuali modifiche alla legge elettorale. Il termine più probabile per l'esame a questo punto è a gennaio.

Il problema è se l'Italicum sia compatibile e coerente con la forma del Governo parlamentare - aggiunge Giorgis - e la decisione della Corte accresce, com'è giusto che sia, la responsabilità del Parlamento e del Governo nell'affrontare una questione delicata qual è appunto quella della legge elettorale.

Per valutare bene le cose, e quindi anche il significato o la portata del rinvio deciso dalla Corte Costituzionale, bisognerebbe conoscere bene le intenzioni di Renzi. Al primo gruppo, secondo i rumors e con beneficio d'inventario, apparterrebbero in particolare i giudici provenienti dal mondo accademico (Giuliano Amato, Augusto Barbera, Nicolò Zanon, che è anche il relatore della causa, Marta Cartabia, Silvana Sciarra, e Daria De Pretis), al secondo i giudici provenienti dalle supreme magistrature, in cui ci sono Alessandro Criscuolo, Giorgio Lattanzi, Aldo Carosi, Mario Rosario Morelli, e Giancarlo Coraggio, che sarebbero scettici, con gradazioni diverse, sulla solidità giuridica dell'Italicum.

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Nel pomeriggio di ieri, infatti, i 15 componenti della Corte si sono riuniti per la "lettura sentenze", attivita' che precede il deposito: era la prima riunione dopo la pausa estiva, a cui seguira' la ripresa delle udienze e delle camere di consiglio. "Ora la politica, a partire da Renzi e dal Pd, non ha più alibi e, se vuole veramente cambiare l'Italicum prima del referendum, ha l'occasione e il tempo per farlo".

La decisione della Consulta risolve (o quanto meno sospende) in qualche modo le conseguenze del pasticcio normativo compiuto da Renzi e dalla sua maggioranza, perché la riforma della Costituzione non abolisce il Senato, ma abolisce solo il voto dei cittadini, lasciando la nomina dei senatori ai consigli regionali. Speriamo che si cambi alla svelta registro.